Il governatore Stefano Caldoro dice che la legge dovrà essere “aggiustata”, ed inoltre tutto il centrodestra preme perché si faccia un passo indietro. Naturalmente anche il Pd dice la sua, perché resterebbe tagliato fuori a prescindere il sindaco di Salerno Enzo De Luca che punta a ricandidarsi anche a costo di farsi una lista del tutto autonoma qualora i democratici pensassero ad altri nomi. Tuttavia per adesso si resta in stand by perché secondo la nuova legge i primi cittadini non possono candidarsi alle Regionali.

Il nodo è avvenuto in commissione Bilancio della Regione Campania che ha recepito una norma contenuta nella legge Severino, facendo esplodere il caso. Il problema è che la norma in questione è quella relativa all’incandidabilità dei sindaci dei Comuni al di sopra dei 5mila abitanti se non si dimettono almeno 180 giorni prima la data di inizio della campagna elettorale. Insomma, non solo De Luca, ma altri sindaci sarebbero praticamente già fuori dalla contesa per le Regionali del 2015: in pratica dovrebbero dimettersi pressoché subito per essere in lista. Ed è una “mazzata” anche per alcuni primi cittadini del Vesuviano che hanno già manifestato la volontà di tentare la scalata verso l’Assise del Centro direzionale: uno su tutti Francesco Pinto, sindaco di Pollena Trocchia e già assessore provinciale. Un nome piuttosto nuovo nell’orizzonte campano, un giovane dalle belle speranze e che finora ha lavorato bene nella sua città ed anche in Provincia.

Sull’altra sponda politica vale lo stesso discorso per il sindaco di Poggiomarino, Leo Annunziata, tra i “pupilli” proprio dello “sceriffo” Enzo De Luca: giovane, volto nuovo e capacità dimostrate. Ma rischia di restare fuori per la legge sugli incandidabili. Anche il primo cittadino di Palma Campania, Vincenzo Carbone, ha più volte manifestato l’intenzione di fare parte del consiglio regionale della Campania. Ed a chiudere il quadro dell’area vesuviana c’è il primo cittadino facente funzioni di Terzigno, Stefano Pagano. La surroga di Domenico Mimì Auricchio in Senato avrebbe potuto aprire le porte al suo delfino verso la Regione.

Sulla vicenda, tuttavia, pare esserci la volontà politica di fare un passo indietro, con accuse e parole al vetriolo da entrambi i lati. Pina Picierno del Pd ha infatti affermato che «i sindaci non possono candidarsi, mentre condannati e indagati sono liberi di farlo». Amedeo Laboccetta di Forza Italia ha invece esortato Caldoro a muoversi in fretta: «Non abbiamo bisogno di questa norma per battere il Pd».

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