Madre e figlio accumulatori compulsivi di rifiuti: rischio igienico-sanitario a San Giuseppe


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Da circa un anno gli attivisti del MoVimento 5 Stelle del Meetup di San Giuseppe Vesuviano stanno cercando di risolvere un grave problema di decoro urbano e di sicurezza pubblica nel Parco Ambrosio al civico 17-19. A tale indirizzo infatti, abitano secondo le varie ipotesi una anziana signora e suo figlio che, molto probabilmente affetti da disposofobia, accumulando da anni oggetti e rifiuti di ogni genere e forma per conservarli in casa, hanno generato una situazione di potenziale pericolosità ed insalubrità per i cittadini residenti. Così, i pentastellati sangiuseppesi, avvertiti da alcuni vicini di casa stanchi delle solite promesse degli amministratori locali di turno, hanno cominciato una battaglia in difesa di questi ultimi a partire dalla scorsa estate.



Dopo un iniziale sopralluogo atto a constatare ed a fotografare il reale stato della struttura in oggetto ricolma di rifiuti, oggetti vecchi e cianfrusaglie di ogni genere e dimensione non solo all’interno della casa stessa ma anche sul balcone (fronte strada) e sopra il tetto dell’edificio (mettendo a repentaglio l’incolumità propria, dei passanti e dei vicini di casa), gli attivisti sangiuseppesi iniziano la loro raffica di richieste (alcune evase, altre no) nella quale sollecitano il Comune, l’Ufficio Ambiente, l’Asl e il Responsabile del Servizio Sociale di intervenire prontamente. A seguito di questi atti ufficiali, alcuni attivisti hanno incontrato ripetutamente dipendenti dell’Ufficio Ambiente e del Responsabile del Servizio Sociale invitando gli stessi ad approntare qualsiasi iniziativa utile nell’ambito delle loro prerogative e competenze. Ancora, in attesa di atti concreti da parte dell’Amministrazione, gli stessi grillini hanno poi richiesto al Comune e al Responsabile Urbanistica ed Edilizia lo stato di agibilità dell’edificio in oggetto non sembrando sussistere le elementari condizioni di igiene, salubrità e sicurezza dell’edificio stesso. Ma, per farla breve, arriviamo ad ottobre dello scorso anno, in tale mese infatti, gli amministratori locali tramite Ufficio Ambiente avevano garantito una serie di interventi periodici atti a rimuovere i materiali presenti.

Tali interventi succedutisi a ritmo tutt’altro che serrato e spesso a singhiozzo si sono poi bloccati e, mai più ripresi, a fine dicembre. Di nuovo contattati dai soliti instancabili residenti, gli attivisti locali chiedevano (dopo silenzio da parte del Comune) se fosse stata verificata l’agibilità già domandata nella richiesta di ottobre e perché gli interventi concordati in si erano di colpo interrotti. La fine della telenovela, lungi dal terminare, proseguiva con un’ordinanza del marzo 2014 di sgombero “Ad horas” (da eseguire entro 7 giorni dalla avvenuta notifica) dell’appartamento al civico 17-19, approntata dal Responsabile Urbanistica ed Edilizia. Ebbene, gli attivisti sangiuseppesi, fiduciosi che lo sgombero fosse stato una importante soluzione del problema, si sono ritrovati a constatare ancora in luglio la presenza dei materiali ingombranti nel civico 17-19.

Così, perseveranti e solerti gli stessi attivisti hanno provveduto a contattare un legale per chiedere ufficialmente al Comune «come mai l’ordinanza del marzo scorso non sia stata attuata nei tempi e nei modi prescritti dalla legge e per quali motivi l’appartamento in questione sia ancora nelle condizioni di sempre». Insomma, proseguono in una nota «il nostro impegno, il nostro tempo e il nostro supporto per i residenti del Parco Ambrosio così come per tutti i cittadini di San Giuseppe Vesuviano non cesseranno mai in quanto ci sentiamo e siamo cittadini per i cittadini con i cittadini».

accumulatori compulsivi

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