«Dio ha voluto nel suo giardino il fiore più bello di Poggiomarino». Quando un giovane forte ed in salute va via a 27 anni anche il prete amico di famiglia riesce a stento a trattenere la commozione. E per don Vincenzo Sirignano, Raffaele Buono era «il fiore più bello di Poggiomarino». Una frase dell’omelia che ha stretto un groppo in gola alle mille persone che oggi alle 16 hanno partecipato all’ultimo viaggio del ragazzo, vittima di un incidente sulla Statale Amalfitana due settimane fa e spirato ieri mattina all’alba dopo 13 giorni di agonia.

Un’intera città si è fermata per Raffaele, per un giovane ammirato e benvoluto da tutti: il classico ragazzo della porta accanto che ha saputo conquistare l’amore di Poggiomarino. Ed a sottolinearlo ancora il sacerdote dal pulpito: «Sei riuscito ad unire tutto il paese in preghiera, adesso dall’alto dei cieli dovrai essere tu a pregare per tutti e particolarmente per la tua famiglia». E infatti la città non ha lasciato nulla al caso in queste due settimane di calvario: non solo preghiere, ma anche atti concreti come la donazione di sangue all’ospedale di Salerno presso cui sono arrivati in centinaia quando sembrava che per Raffaele potesse ancora avvenire il miracolo.

Una morte di quelle dure da accettare, tant’è che prima della funzione religiosa, il parroco di Sant’Antonio da Padova, don Aldo D’Andria ha detto: «Qualcuno mi chiede perché chi perde il coniuge viene definito vedovo, mentre chi perde un genitore è orfano. Non c’è però alcuna definizione per chi perde un figlio, in un caso del genere non ci sono parole». Ma l’addio di Raffaele Buono ha già prodotto la prima grande azione: le offerte raccolte durante i funerali sono state infatti donate alla comunità stimmatina che opera in Africa, il prossimo bimbo che nascerà porterà proprio il nome di Raffaele.

Infine il dolore ed il saluto, con palloncini bianchi, magliette con la foto del giovane impressa e fiori sparsi. Le lacrime tornano a bagnare Poggiomarino, dove appena due domeniche fa si era già pianto la morte della piccola Noemi Massa, di appena sette mesi, rimasta uccisa in un incidente stradale. Durante quella funzione religiosa due moto si scontravano all’altezza del bivio per Raito, su una delle due c’era proprio il 27enne.

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