In mille per Costantino, giro di campo e maglia numero 67: Palma piange dal dolore


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Il giorno più doloroso per Palma: ieri l’ultimo saluto a Costantino Carbone, l’undicenne “ucciso” da una caduta dalla bicicletta e da un polmone perforato di cui nessuno medico sembrerebbe essersi accorto. Una morte forse evitabile, a deciderlo saranno le indagini in corso, che ieri ha avuto il suo epilogo con i funerali del piccolo campioncino e capitano della Palmese Soccer.



Dapprima il giro di campo, l’ultimo, con i compagni di squadra che hanno portato in spalla la bara bianca ed il mister che ha posato la maglietta numero 67, quella che Costantino ha vestito in tante battaglie sul rettangolo verde di gioco. Applausi e lacrime a non finire davanti agli occhi di mamma Lucia, papà Raffaele, i fratelli Alessio ed Alfonso, i nonni, gli zii, i cugini, e gli amici di sempre, stretti in t-shirt bianche con foto e messaggi stampati. E non sono mancati cori, strazianti: “Costantino, sei un campione” prima della marcia verso la parrocchia per l’estremo saluto.

In chiesa, al termine della messa, la maestra delle elementari di Costantino, ha letto una lettera: «Averti è stato un dono e adesso è stato fatto dono di te. Tu Vivi. Sette vite sono sbocciate dalla tua, tu vivi per noi. L’amore è per sempre, nulla può separare chi si ama». Infine il ricordo degli amici: «Vorremmo fosse solo un incubo. Vorremmo svegliarci e vederti ancora sorridere lì seduto in prima fila».

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