Un esempio di contributo italiano ai grandi programmi europei nell’ambito aerospaziale è Cosmo-SkyMed che «si colloca fra i prodotti di eccellenza dell’attività spaziale italiana e si è attivato nel 2007, col lancio del primo satellite». Cosi’ il ministro dell’Istruzione e Università, Stefania Giannini, in audizione in commissione Attività produttive alla Camera, rilevando che il programma «è stato realizzato interamente in Italia con fondi Asi, ministero della Difesa e Miur ed è equipaggiato con sensori radar che consentono di operare con qualsiasi condizione meteorologica, fornendo immagini ad alta risoluzione spaziale e con rapidi tempi di risposta.

«Il sistema – prosegue – è strumento fondamentale per il monitoraggio e la gestione dei rischi, il governo delle risorse ambientali e anche la sorveglianza a fini strategici, per la sua dualità civile-militare. In particolare i satelliti osservano quattro località ad altissimo rischio sismico e quattro vulcani, tra cui l’Etna e il Vesuvio». Giannini osserva «che ogni satellite ha una vita operativa di 5 anni, il che comporta la sua sostituzione a fine vita per il mantenimento delle prestazioni del sistema: allo scopo è stato avviato il programma Cosmo-SkyMed-Seconda Generazione».

«Il programma rappresenta un asset del sistema spaziale italiano e deve essere portato a compimento. Siamo impegnati – assicura il ministro – nel reperimento delle risorse necessarie per la fase di realizzazione. Non possiamo permetterci di rinunciare ad un programma di grande valore strategico e che garantisce importanti ricadute sul piano dell’occupazione».

Vesuvio