Non sarà la Terra dei Fuochi, ma certamente i roghi agricoli non aiutano l’ambiente già compresso dell’area vesuviana dove agli incendi di rifiuti si cumulano quelli di sterpaglie che arrivano dai tanti campi del territorio. In particolare in questo periodo, infatti, sono decine al giorno le segnalazioni di “fumo bianco” che partono dalle campagne riuscendo in pochi minuti ad invadere anche le aree urbanizzate.

Un quadro generale del problema è possibile averlo percorrendo la Statale 268 dei Paesi Vesuviani: ogni cinquanta metri, in tal senso, spunta un incendio, di quelli silenti e considerati quasi innocui proprio perché non si bruciano grossi quantitativi di prodotti tossici ed il fumo prodotto è candido. Tuttavia sul territorio sono diverse le persone che lamentano problemi respiratori dovuti proprio alle dense nubi: roghi probabilmente non tossici come quelli di immondizia ma che provocano in egual modo irritazioni ad occhi e mucose della bocca con qualche persone costretta ad una visita in ospedale.

Nel video allegato al servizio si vedono diversi focolai partire dalle campagne di Terzigno, al confine con San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino. La nube invade anche la sede della “superstrada della morte” diventando per alcuni attimi davvero insopportabile. Un’emergenza, quella dei roghi agricoli, che continua a non essere controllata né tantomeno regolata. Ed intanto, proprio a Terzigno, sono tante le famiglie con bambini che si stanno battendo contro questa “ferita”: «I piccoli hanno problemi a respirare oltre ad attacchi di asma – dicono – queste vecchie pratiche vanno fermate».

roghi agricoli