Oltre un secolo di carcere per i 12 imputati di uno dei filoni processuali sullo spaccio di stupefacenti al Piano Napoli di Boscoreale. La richiesta è stata presentata dal pm Pierpaolo Filippelli della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, al termine di una lunga requisitoria durata quasi quattro ore.

Alla prima sezione penale del tribunale di Torre Annunziata, Filippelli ha avanzato le pesanti richieste di condanna, riconoscendo le attenuanti per Eva Costa – unica donna imputata, difesa dall’avvocato Salvatore Irlando – la quale ha sempre ammesso le sue colpe in sede processuale, e per il pentito Francesco Albano: per loro sono stati chiesti rispettivamente 12 e 5 anni di reclusione. La Dda, poi, ha usato la mano pesante per Gennaro Colantuono, Alfonso Bevilacqua e Vincenzo Romano, per i quali sono stati chiesti 17 anni di carcere.

Per Carmine Zavota, Giovanni Cirillo, Salvatore Andreassi, Carmine Esposito e Rosario Pacifico, invece, la richiesta è stata di 15 anni. Infine, sono stati chiesti 8 anni per Sabato Ambrosio e 6 anni per Saverio Barone, che hanno avuto ruoli marginali all’interno dell’organizzazione. Per tutti quanti, secondo l’accusa, si configura il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, poiché nel quartiere denominato Piano Napoli, a Boscoreale, avevano creato una vera e propria organizzazione, dedita allo spaccio di stupefacenti lungo tutte le 24 ore della giornata.

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