“Straordinario e cigs, truffa all’Inps” con questo striscione i metalmeccanici Fiom della Dema erano arrivati a presidiare lo stabilimento vesuviano lo scorso 21 giugno, l’azienda però precisa e replica alle accuse. «Dema smentisce categoricamente la dichiarazione calunniosa e denigrante della Fiom che attribuisce alla stessa azienda il reato di “truffa all’Inps”».

Nel giorno della protesta il segretario provinciale della Fiom, Franco Bruno, aveva comunicato che all’azienda era stato accordato dal tribunale il piano di rientro dei circa 120 milioni di debiti in cui versa, su tale informazione l’azienda precisa che «Il piano di ristrutturazione del debito è in piena fase attuativa al fine di traguardare il risanamento finanziario dell’azienda e la conseguente “messa in sicurezza” delle prospettive industriali e della conseguente continuità occupazionale».

Il piano di risanamento e ristrutturazione omologato a marzo 2014 dal Tribunale di Nola però, fa sapere la società, potrebbe essere messo a rischio proprio «dall’infondata accusa che, nell’utilizzo della cigs, Dema abbia operato in maniera fraudolenta a danno dell’Inps».

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