Home Rubriche L'inquadratura perfetta Amicizia e amore non sono Mai (stati) così vicini

Amicizia e amore non sono Mai (stati) così vicini

Lui è un vecchio agente immobiliare vedovo. Lei la sua vicina di casa, che ha perso il marito e canta per passione. Lui, odioso e scontroso, dovrà accudire la nipotina e sarà proprio la sua vicina a dargli un fondamentale aiuto. Entrambi scopriranno di essere sì molto diversi, ma, inconsapevolmente, attratti l’uno dell’altro.

Rob Reiner ci sa fare. Con la commedia romantica, quella sempliciotta, scritta bene però, quasi a orologeria, con strascichi di Wilder, Lubitsch e Brooks. Ma ci sa fare pure con le emozioni forti, come con Stand by Me-Ricordo di un’estate, da un soggetto di Stephen King e, sempre con il re del brivido, ha diretto uno dei più bei lavori ispirati dallo scrittore del Maine, Misery non deve morire, con una strepitosa Kathy Bates. Ma il suo lavoro che ci resta nel cuore (e legato profondamente al vostro recensore) è sicuramente Harry ti presento Sally, con la sceneggiatura al vetriolo perfetta di Nora Ephron (che le valse una nomination all’Oscar), una bellissima Meg Ryan e un travolgente Billy Crystal. La vicenda sembra fare da prequel al nuovo film di Reiner, Mai così vicini (il titolo originale, meno evocativo, è And So It Goes, segno probabilmente di una vicenda che “scorre” senza fronzoli) dove si narra la (scoperta) amicizia tra due attempati vedovi. Ma ammettiamolo, qualcosa è andato storto. Forse è proprio la sceneggiatura, perno dei film di Reiner, che stavolta, nonostante risulti comunque scritta in maniera interessante da Mark Andrus  perde qualche colpo nella prevedibilità e nel già detto. Le trovate ci sono e si sente l’odore, per tutto il film, di quello strano reiner-style, quella sorta di negatività che sfocia in battute folgoranti sulla coppia vs amicizia e sulla sessualità (il film in America è stato vietato ai minori di 14 anni [sic!]) ma non di immediato impatto. Reiner (qui anche produttore) è un artigiano di Hollywood, cresciuto a pane e pellicola e dirige con piglio sicuro, con qualche interessante “virata” visiva (si veda tutto il piano sequenza iniziale che “sorvola” il parco) e regalandoci un film godibilissimo, che scorre senza problemi verso un pacificatore e telefonato finale. Il problema, forse, è anche questo: la prevedibilità. Sembra tutto troppo già visto, sentito, ritrito. Nonostante ciò Reiner mostra come in tempo di “crisi” e avatar non c’è sceneggiatura e attore che tengano. E di Attori (attenti alla maiuscola) il regista ne ha. I due protagonisti, infatti, sono eccezionali, regalando una lezione di recitazione a tutti i giovani attori che spendono tempo a lasciare foto su Twitter piuttosto che impegnarsi nel mestiere. Reiner, infatti, affida la parte del protagonista a un Michael Douglas in gran spolvero, che regala una performance eccellente e travolgente, passando dal registro del comico (usando, come da regola, il corpo in maniera sublime, nonostante la grave malattia che lo ha colpito) a quello del drammatico nel modo in cui solo un grande attore sa fare (ricordiamo che ha portato a casa un Emmy Award per la sua interpretazione strepitosa in Dietro i candelabri). Dall’altro lato gli fa da “spalla” la convincente Diane Keaton (vista nel recente e poco convincente Big Wedding), con un fascino ancora intatto (la Keaton è nota per l’utilizzo, in tutti i film a cui prende parte, di abiti presi direttamente dal suo guardaroba), l’ex musa di Allen regala un ruolo a metà tra il frustrato e il fiero e incantandoci con la sua voce quando passa dietro al microfono a intonare (senza doppiaggio) classici della musica in chiave jazz. Ed è in questi momenti che compare, in più camei, , nel ruolo del pianista innamorato che accompagna la Keaton nei suoi live, proprio il regista. Quasi come se Reiner volesse omaggiarsi, citarsi, autorichiamarsi. E non lo fa solo con il suo ruolo, ma anche richiamando situazioni già viste nei lavori precedenti (si pensi agli anziani coniugi di colore che annunciano il loro anniversario di matrimonio, così come si vedeva negli “stacchi” di Harry ti presento Sally) e riproponendo in una colonna sonora perfetta (ancora una volta affidata a Marc Shaiman) un classico come Ramblin’ man. Mai così vicini resta un film divertente, che riflette non solo sullo stato della commedia romantica contemporanea, ma sul modo di vedere il mondo da angolazioni completamente differenti. Alcuni messaggi, è vero, ci sembreranno imboccati col cucchiaino, ma altri, attenti, sono nascosti bene dietro le pieghe di un altro pregiato lavoro di un vero e proprio artigiano della pellicola. Non diventerà sicuramente un cult come Harry ti presento Sally, ma ne rappresenta il giusto sequel. O finale se volete. Menzione a parte meritano i costumi eccezionali di Mr. Douglas. Non li dimenticherete presto.

Potrete vedere Mai così vicini in queste sale:

-NAPOLI

Metropolitan

Vittoria

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CASORIA

Uci Cinemas

-CASTELLAMMARE DI STABIA

Complesso Stabia Hall

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-SALERNO

The Space Cinema Salerno

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