Potrebbe esserci un legame sottile tra Luis Barcenas, ex senatore ed ex tesoriere del Partito popolare spagnolo al centro di uno scandalo su fondi neri e tangenti che sta imbarazzando il governo di Mariano Rajoy, e un’operazione contro la criminalità organizzata internazionale conclusa con una trentina di arresti tra Madrid e Malaga.

Lo sostengono alcuni media spagnoli, che riferiscono dell’esistenza agli atti delle misure cautelari eseguite mercoledì dalla Guardia civil di un’intercettazione telefonica in cui uno degli arrestati sembra riferirsi a Barcenas parlando di affari legati all’apertura di un maxicasinò a Madrid, Eurovegas. Ciro Rovaino, titolare di una pizzeria a Majadahonda, finito in carcere nell’ambito dell’operazione “Tarantella” che ha visto l’arresto anche di esponenti di clan vesuviani come gli Aprea interessati all’importazione di cocaina dalla Colombia via Spagna a Napoli, il 25 marzo 2013 al telefono con un interlocutore dice di aver chiesto a “el tesorero del PP, el dell’escandalo” se “conosceva qualcuno a Eurovegas”.

E ancora, senza mai menzionare il nome di Barcenas, che quella stessa persona gli ha detto che “mafia y politica son la misma cosa”. Barcenas era sotto inchiesta dal giugno 2012, e tre mesi dopo quella conversazione, a giugno 2013, fu arrestato, ed è ancora in carcere.

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