Un trentenne ucraino residente ad Avellino è stato in carcere per 14 mesi per un reato da lui non commesso. Il fatto risale al 12 maggio del 2013, quando due sorelle lo riconoscono, attraverso alcune foto segnaletiche, come l’autore della rapina con tanto di “arancia meccanica” nella loro abitazione di San Gennaro Vesuviano.

Il trentenne aveva un unico precedente penale per ingresso illegale nel territorio italiano. Il ragazzo si trovava a Grosseto per lavoro, ma fu tratto arrestato 11 giorni dopo la rapina. Dopo circa un anno, l’inizio del processo il Tribunale Penale di Nola lo assolve con formula piena per non aver commesso il fatto.

Fondamentali sono state le intercettazioni telefoniche che hanno dimostrato che il telefono in uso all’ucraino non aveva mai intercettato alcuna cella in Campania al momento dell’accaduto, ma solo nella città di Grosseto. Inoltre, le due sorelle vittime della rapina, in aula non lo hanno riconosciuto.

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