22 Jump Street: un salto (demenziale) tra generi e (poco) Cinema

122

Una coppia di bizzarri poliziotti lavora sotto copertura per sventare crimini commessi ai danni dei minori. Dovranno infiltrarsi in un college per scovare un nuovo e pericoloso traffico di stupefacenti. Stavolta però tra i due inseparabili partner qualcosa si incrina. Trionferà ancora l’amicizia?



Il gruppo di (nuovi) attori americani che fanno della demenzialità il loro punto di forza, riesce, ogni anno, a sfornare un prodotto (o più) per le sale cinematografiche, come il già recensito Facciamola finita del 2013. Quest’anno è la volta di 22 Jump Street, sequel de 21 Jump Street del 2012, e tratto dalla famosa serie tv omonima degli anni ‘90, che aveva nel cast un giovanissimo Johnny Depp, comparso in un cameo nel film di due anni fa.

Paragonando i due lavori, l’idea alla base, probabilmente, è quella di creare una sorta di “serie” anche cinematografica (si pensi alla fortuna riscossa dalla saga Bad Boy o Starsky & Hutch e tutte le pellicole che propongono coppie, spesso in polizia, un po’ fuori dal normale), perché così come negli episodi televisivi (permettetecelo, addirittura a tratti scritti meglio), anche in quelli al cinema la trama è, in maniera complessiva, sempre la stessa e, come da proverbio: “Squadra che vince non si cambia”, il team che ha portato a conquistare il pubblico ritorna anche in questo episodio. Torna la regia scanzonata, provocatoria e convincente di Phil Lord e Christopher Miller, che, dopo l’ottimo riscontro ottenuto con la saga di Piovono Polpette e il loro personalissimo e spassosissimo The Lego Movie (di cui hanno curato soggetto, regia e sceneggiatura), qui si mettono (ancora) dietro la regia, lasciando la sceneggiatura (così come accadde nel primo film) a Michael Bacall (attore anche per Tarantino), coadiuvato, stavolta, dal duo Orien Uziel (a lavoro anche per l’annunciato Men in Black 4) e Rodney Rothman (sceneggiatore anche per Il grande match, con la coppia De Niro – Stallone). I riferimenti si sprecano (si pensi a tutti i college-movie) , gli omaggi sono tantissimi (uno su tutti, Animal House, con John Belushi e tutta la cinematografia action e polizziottesca degli anni ’90, comprese tutte le serie tv di quegli anni) e il rischio di fare un film identico al primo è altissimo.

E, dobbiamo dirlo, a parte qualche trovata interessante, il rischio non è stato debellato (soprattutto dagli sceneggiatori), infarcendo la pellicola non solo di scontate trovate narrative, ma anche di chiari e poco gradevoli riferimenti sessuali, ben noti ai fan del genere “demenziale”, che non fanno che rovinare quel poco di scrittura buona e ironica che poteva essere il punto di forza del film. A tenere in alto la pellicola ci provano (ancora) il duo di attori Jonah Hill (strepitoso in The Wolf of Wall Street, qui meno convincente, ma comunque l’unico a restare sopra gli altri) e Channing Tatum (anche lui in buona forma) ed è carina l’idea di invertire i ruoli stereotipati, con Hill rubacuori (senza muscoli) e Tatum poco imbambolato (con pettorali in bella vista). Ma poi? Basta mischiare generi e personaggi, qualche scazzottata con qualche bell’attore a convincere il pubblico? Sembrerebbe di sì visto il successo che riscuotono queste pellicole e il loro continuo proliferare nelle sale. La spiegazione è proprio nello scopo “primario” di una proiezione: evadere, distrarsi, staccarsi dalla realtà (qualunque essa sia), lasciare i problemi fuori ed entrare in un mondo folle e sconsiderato proprio come quello di 22 Jump Street. E, lo ammettiamo, strappano convincenti sorrisi le sequenze del duo Hill-Tatum in trip da sostanze stupefacenti e la litigata paradossale sempre tra Hill e la brava Jillian Bell (vista in molto lavori televisivi e qui nel ruolo dell’antipatica e bruttina figlia di un boss, ruolo dato a Peter Stormare, che non convince tantissimo).

Ritorna la colonna sonora strepitosa (sì, è uno dei punti a favore della pellicola) curata da Mark Motersbaugh e che mischia in maniera eccellente immagini e musica elettronica, techno e pop. Divertenti e spassosi i titoli di coda, che valgono da soli il costo del biglietto, con l’autoparodia della pellicola ogni volta vista in un “contesto” diverso, ma (come accennato all’inizio nell’intento di farne una “saga”) sempre con un certo appeal sullo spettatore e con un meccanismo cinematografico senza rischi (Roger Corman però lo aveva capito già molto tempo fa). La ciliegina sulla torta è Seth Rogen (un altro componente del gruppo a cui si accennava all’inizio) che si sostituisce a Jonah Hill. Che 23 Jump Street non tarderà ad arrivare nei cinema? Sicuramente lo “stile” sarà (come i poliziotti di un tempo) “duro a morire”. Solo per fan(atici) del genere.

Potrete vedere 22 Jump Street in queste sale:

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CASORIA

Uci Cinemas

-CASTELLAMMARE DI STABIA

Montil

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-SALERNO

The Space Cinema Salerno

22jumpstreetimmagine

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE