Un primo blocco di 101 cantieri da aprire: lavoro che può essere messo in moto subito rispettando l’ambiente e facendo ripartire il Paese. È la proposta lanciata da Legambiente con il dossier #sbloccafuturo. Rispondendo alla sfida lanciata dal premier ai sindaci per individuare i ritardi che paralizzano opere utili, l’associazione ambientalista rilancia con un elenco dettagliato di cantieri che potrebbero essere riattivati con vantaggio per il territorio e per i cittadini.

E tra gli interventi considerati prioritari c’è proprio la ristrutturazione della Circumvesuviana, che Legambiente giudica completamente da rivedere per quanto riguarda i gravi disservizi offerti. Nel complesso ci sono dunque ferrovie, trasporti urbani, piste ciclabili, bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti. «Se vogliamo un Paese sicuro, dinamico, moderno, le opere da sbloccare devono essere coerenti con questa idea di Paese», spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente.

Tra le opere individuate ci sono anche il grande cantiere de L’Aquila e degli altri 56 Comuni colpiti dal terremoto del 2009, con il finanziamento per centinaia di progetti che valgono un miliardo di euro di lavori bloccato dal patto di stabilità europeo. Poi c’è l’idrovia Padova-Venezia, già entrata nella categoria virtuale del modernariato senza mai entrare in funzione. E ancora l’abbattimento dell’albergo abusivo sulla scogliera di Alimuri, a Vico Equense.

Circumvesuviana