Nicchie aperte, tombe e scoperchiate e problemi per le inumazioni. I cimiteri del Napoletano e del capoluogo hanno abituato un po’ su tutto non facendosi mancare neppure la “lunga mano” della camorra e la fornitura delle vecchie bare per cuocere pane e pizze nei forni a legna. Ma quanto si può vedere nel cimitero di Pomigliano d’Arco è una vera e propria – oltre che triste – novità. In alcune tombe che hanno perso la copertura di marmo, infatti, l’unico rimedio applicato per non esporre i resti mortali al pubblico, è quello di deporre le ossa all’intero di alcune cassette della frutta. Una scelta quantomeno discutibile se non addirittura macabra.

«Dopo l’episodio del 2012 e quello dell’altro giorno con tre loculi scoperti con diversi cadaveri in bella mostra per alcuni giorni al cimitero di Casalnuovo di Napoli questa volta a provocare l’indignazione dei cittadini è il cimitero di Pomigliano d’Arco – denunciano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza – dove è stato segnalato un loculo scoperto nel quale i resti dei defunti erano stati raccolti in cassette della frutta regolarmente esposti alla vista del pubblico. È evidente che tutti questi episodi fanno emergere un modo alquanto discutibile e superficiale di gestire i cimiteri che stanno diventando luoghi dell’orrore con resti dei defunti sistemati alla meglio o anche esposti al pubblico, loculi che cadono a pezzi e degrado generalizzato».

«I cittadini – conclude Mario Pelliccia della radiazza che ha organizzato Sos cimiteri attivo per segnalare i casi limite – ci stanno inviando tante denunce sullo stato dei cimiteri del napoletano. Sarebbe ora ripensare la gestione e la manutenzione di questi luoghi frequentemente finiti anche in inchieste della Magistratura per infiltrazioni della camorra».

cimitero pomigliano