Un veterano della CIA scopre di avere un male incurabile e decide di passare i pochi mesi di vita che gli restano, con la moglie e la figlia a Parigi. Proprio quando le cose sembrano assestarsi, spunta una misteriosa agente speciale,  che gli regala una possibilità: svolgere un’ultima missione per avere in cambio un miracoloso antidoto al suo male. Una volta accettato l’incarico, però, sarà difficile coniugare gli impegni di padre e marito con quelli di assassino professionista.

Ammettiamolo. Se ne sentiva odore già nel recentissimo Cose Nostre – Malavita, con Robert De Niro, che non è facile mettere insieme commedia e sangue, risate e pallottole, anche se a dirigere c’era Luc Besson, regista dietro all’adrenalinico cult Nikita. Il regista francese però non si è dato per vinto (dopo tante collaborazioni e scritture di mille progetti diversi tra loto) e ha buttato giù questo 3 Days to Kill, affidandone stavolta la regia a McG (pseudonimo dietro il quale si nasconde Joseph McGinty Nichol), produttore, appunto, della serie che porta lo stesso nome del film tanto noto di Besson, Nikita, andata in onda fino all’anno scorso con 73 episodi all’attivo. Purtroppo, dobbiamo ammetterlo, 3 Days to Kill, nonostante pochissimi spunti interessanti, sembra far acqua da tutte le parti. A cominciare dalla sceneggiatura (scritta non solo da Besson, qui anche produttore,  ma anche da Adi Hasak: i due hanno già collaborato per From Paris With Love, del 2010, con John Travolta), che non riesce a sviluppare situazioni originali o che diano sguardi nuovi al genere, né tantomeno personaggi decisi e convincenti, ma che ricama addosso al protagonista principale un ruolo difficile da dimenticare.

Se si sente l’eco di tutti i personaggi bressoniani, Kevin Costner, nei panni di un agente CIA ormai allo stremo delle forze, ma ancora capace di dare filo da torcere ai propri nemici, riesce a proporre un personaggio strepitoso. La sua interpretazione infatti è uno dei pochi punti positivi della pellicola: Kostner dona al film un ruolo a metà tra western, poliziesco e commedia romantica, sviluppando il suo personaggio in maniera lineare, lenta e a tratti forse troppo prevedibile, ma con interessanti risvolti psicologici e metaforici. Il suo agente CIA è un uomo ormai arrivato al capolinea, senza futuro, che vede nel tentativo di una “ultima” missione, il riscatto di una vita intera, fatta di troppi vuoti emotivi. Non si sa se c’è qualcosa di autobiografico in tutti gli uomini spietati di Bresson (si vedano pure i precedenti Taken, Io vi troverò o Wasabi), ma sicuramente c’è tanto di “vissuto proprio” kostneriano nel personaggio messo in scena dal regista di Balla coi lupi (ne avevamo parlato bene anche per  L’uomo d’acciaio). Un campanello d’allarme quello di Kostner? Considerando anche il ruolo (e i suoi risvolti) interpretato nella serie tv Hatfields & McCoys? Se per la sceneggiatura alcune lacune e situazioni sono di uno scontato incalcolabile (tralasciando il tristissimo e telefonato finale, sfiorano il ridicolo i personaggi del contabile italiano che spiega la ricetta degli spaghetti o quello del padre di famiglia arabo), la regia di McG (che comunque è dietro ai due episodi dedicati alla serie Charlie’s Angels) si mette al servizio dell’attore e di qualche sequenza intelligente, relegando il resto in ovvi cliche registici e inseguimenti/sparatorie che sembrano venire più dalla  serie televisiva Squadra Speciale Cobra, che da una pellicola ad alto budget. Menzione a parte, lo accennavamo prima, meritano la colonna sonora (edita ed inedita) curata da Guillame Roussel e la direzione della fotografia del fidato di Besson, Thierry Arbogast.

3 Days to Kill, alla fine, è un film che gioca in maniera perfetta con i generi, riuscendo non solo a creare un personaggio riuscitissimo (e regalandoci una Amber Head di un sexy mozzafiato), ma creando un mix di generi che tiene in piedi l’intera pellicola, nonostante si tratti di episodi narrativi fin troppo comuni. L’idea però di mischiare l’action puro e spy story alla commedia romantica e familiare, risulta essere vincente, creando dei meccanismi di “rottura” del ritmo che in realtà innescano poi dei legami “affettivi” con lo spettatore che, oltre ad aspettarsi una reazione, aspetta anche la sua controparte comico/affettiva. La fortuna di 3 Days to Kill è di rientrare nello Besson-style in maniera perfetta, regalando momenti divertenti a tutti i fan dell’action puro. Purtroppo tre giorni (quelli del titolo) sono pochi per risollevare le sorti di un genere (o dargli un po’ di aria nuova): l’appuntamento è fissato al prossimo inseguimento.

Potrete vedere 3 Days to Kill in queste sale:

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CASORIA

Uci Cinemas

-CASTELLAMMARE DI STABIA

Complesso Stabia Hall

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-SALERNO

The Space Cinema Salerno

3daystokillimmagine