«La situazione generale delle manutenzioni e del rilancio del trasporto su ferro del gruppo Eav rimane, “al palo”. Le commesse che sono state fino ad ora sbloccate dalle società creditrici, risalgono ad ordinativi fatti per gli anni scorsi, quando il fabbisogno e le necessità erano ben diverse da quelle attuali, assistiamo pertanto al paradosso di ricevere pezzi di ricambio nuovi, che però non ci consentono di incrementare il numero dei treni a disposizione e viaggiamo ogni giorno al “limite di sussistenza”, talvolta anche operando qualche soppressione di corse ferroviarie». È la nota durissima scritta inviata dall’Orsa sulla situazione attuale dell’Eav e della Circumvesuviana.

«L’azienda – continua il sindacato – cerca di correre ai ripari praticamente rottamando completamente un certo numero di treni, che, già in parte cannibalizzati, necessitavano di riparazioni troppo onerose, ma è un palliativo che, oltre a raddoppiare i tempi di intervento degli operai ha come svantaggio il fatto, non trascurabile, di riutilizzare ricambi già vecchi e certamente usurati in parte, o rimasti inutilizzati sui treni in sosta per mesi, e quindi esposti alle intemperie. Il trend dei treni in esercizio non è soddisfacente e ciò preoccupa non poco i lavoratori che quotidianamente vivono e subiscono questi grandi disagi, insieme agli utenti del servizio ferroviario. Questi fatti la dicono lunga su come sta realmente procedendo il Piano di Manutenzione Straordinaria».

«Intanto – dice ancora l’Orsa – la bella stagione incalza, la maggior parte dei treni non è climatizzata, al personale viaggiante, già duramente provato dallo stress di operare nelle attuali normali condizioni si aggiungerà, per l’ennesima estate consecutiva, il sacrificio di dover lavorare in condizioni ambientali proibitive, con le cabine di guida che già oggi hanno registrato temperature oltre i 30 gradi, figuriamoci nei mesi prossimi, notoriamente più caldi. A ciò dobbiamo aggiungere una rete ferroviaria che avrebbe bisogno di una grande e accurata manutenzione, a cui la regione Campania avrebbe dovuto provvedere già da tempo».

«In queste condizioni – conclude la nota – ed in più con la spada di Damocle del pericolo di dover risarcire personalmente una parte dei danni, se malauguratamente, alla guida di un treno o di un bus, il lavoratore dovesse fare un incidente, evento potenzialmente più probabile considerando l’usura dei mezzi di trasporto, le manutenzioni approssimative, le condizioni pietose delle strade e delle linee ferroviarie, lo stress di dover lavorare in situazioni climatiche ed ambientali da paese equatoriale».

circum poggio