Nonostante le attenzioni di media ed istituzioni siano proiettate sulla Statale 268, qui si continua a morire. Strano, o forse no, ma quando c’è la “bolla mediatica” in genere i problemi riposano per poi ripresentarsi quando i casi si sgonfiano. Non vale, invece, per la “superstrada della morte” per cui si continua parlare di azioni, finanziamenti e sicurezza mentre la cronaca fa registrare una nuova vittima ed altri due feriti gravi. Certo, la strada extraurbana è rischiosa, molto rischiosa. Anche se il coefficiente di pericolo viene alzato paurosamente dagli automobilisti che su quei 25 chilometri sembrano indemoniati, quasi come impazziti mettendo in atto manovre e azzardi che forse altrove non praticherebbero mai.

Clemente De Micco, 59 anni, è stato infatti probabilmente ammazzato da un’inversione a “U”, anche se la dinamica del sinistro letale non è stata ancora definita. Ma se così fosse chi si stupirebbe? Per i “pendolari” della 268, infatti, quella dell’invasione di carreggiata per passare dall’altra parte non è una scena nuova, per nulla. Succede dove ci sono le stazioni di servizio e di rifornimento, succede ad esempio a Madonna dell’Arco dove in direzione Angri non c’è l’uscita. Succede dove la sede stradale è più spaziosa. Stavolta è andata male, così come capitato più volte a chi sorpassa. Il furgone non ha calcolato bene gli spazi ed i tempi e l’impatto è stato inevitabile. Dunque, quale soluzione per la Statale? Di sicuro non quella di chiuderla, sarebbe uno scempio ed un disagio gravissimo per centinaia di migliaia di persone. Ma neppure si può continuare a percorrere questa maledetta extraurbana con la sensazione di poter morire da un istante all’altro.

I controlli delle forze dell’ordine sono stati intensificati, ma non sono sufficienti: i limiti di uomini e mezzi non permettono infatti una presenza più assidua e gli stessi autovelox e soprassometri possono essere elusi una volta conosciuti i “punti sensibili”. E allora? Per evitare l’invasione di corsia opposta con sorpassi e inversioni l’unico rimedio pare essere lo spartitraffico, ma quello vero: di cemento o di metallo. Una soluzione choc, certamente, e chissà quanto percorribile: un veicolo in panne, infatti, bloccherebbe del tutto la viabilità. La rosa delle possibilità purtroppo finisce qui e non pare esserci nessuna ricetta magica e facilmente praticabile. Quindi stop alle parole e alle polemiche: è il momento di agire con provvedimenti di emergenza fregandosene di appalti già commissionati a ditte fallite e di burocrazia: qui c’è in gioco la vita della gente.

incidente 268