Rischio Vesuvio, interrogazione al premier: «Piano inadeguato per la “zona rossa”»


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A poco più di un mese dal partecipato dibattito sul “Rischio Vesuvio” organizzato dal Collettivo VoceNueva a San Giuseppe Vesuviano, il senatore Peppe De Cristofaro (Sel), intervenuto all’incontro, ha presentato il 14 maggio un’interrogazione indirizzata al presidente del Consiglio, avente come oggetto il Piano nazionale di emergenza dell’area vesuviana e dell’area flegrea. Nel corso dell’evento del 29 marzo, a cui aveva partecipato anche il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano, erano state esaminate le criticità dell’attuale Piano nazionale di emergenza,  le recenti disposizioni del Governo e il bando della Regione Campania che ha stanziato 14 milioni di euro destinati ai comuni coinvolti nella cosiddetta “zona rossa” per interventi relativi al piano d’evacuazione.



L’interrogazione denuncia l’inadeguatezza degli attuali modelli scientifici alla base del Piano Nazionale di emergenza e lamenta l’assenza di un’unica cabina di regia per il coordinamento delle diverse disposizioni comunali in materia di evacuazione. Il senatore De Cristofaro sollecita inoltre la Protezione Civile a dare nuove indicazioni operative per l’aggiornamento del Piano Nazionale e chiede al presidente del Consiglio di attivarsi al fine di rivedere il Piano Nazionale di emergenza nel suo complesso per prevenire il più possibile i rischi derivanti da una possibile eruzione.

«L’interrogazione presentata dal senatore De Cristofaro – spiega Agostino Casillo, capogruppo in consiglio comunale – rappresenta per noi cittadini residenti nella “zona rossa” un atto importante in quanto pone all’attenzione del Governo nazionale il tema del rischio Vesuvio che non può essere considerato una questione solamente locale. Il pericolo potrebbe interessare milioni di persone. Il Governo deve rispondere in modo adeguato».

«Speriamo che tutte le istituzioni coinvolte nella definizione del nuovo Piano Nazionale si attivino per dare risposte concrete e nel più breve tempo possibile – conclude Antonio Borriello, consigliere dello stesso gruppo – Voglio inoltre evidenziare che questa azione è nata grazie alla sollecitazione dei tanti sangiuseppesi che sono intervenuti all’evento del 29 marzo. Si tratta della dimostrazione che quando la politica è attenta alle istanze del territorio, le cose si possano fare».

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