Sempre più “cittadella della monnezza”, purtroppo, a Terzigno: dopo la discarica di cava Sari, dopo cava Ranieri e l’intervento del Comune per ripulire le aree “sensibili” e zeppe di scarti pericolosi, il problema si è spostato in tutta la sua drammaticità a monte, in pieno Parco del Vesuvio. La denuncia, con tanto di chiarissime immagini fotografiche, arriva dai cittadini: la zona, infatti, è completamente invasa da fusti chimici, pneumatici, lastre di amianto e rifiuti di ogni genere.

E non mancano i roghi tossici, incendi certificati dalle istantanee scattate e che testimoniano i residui dei “falò di spazzatura” appiccati dai soliti piromani senza scrupolo: insomma, una nuova “Terra dei Fuochi” che si consuma in un’area che sulla carta è “protetta” e che dovrebbe rappresentare un fiore all’occhiello della Campania.

Rabbiosa e quasi disperata la reazione dei residenti della zona, che chiedono interventi celeri per fermare la bomba ad orologeria ecologica che sta per esplodere a Terzigno: «Si è fatto qualcosa per evitare che la città “morisse” sotto il peso delle discariche a cielo aperto. Ma il problema si è “delocalizzato” da valle a monte nel silenzio delle istituzioni e delle forze dell’ordine».

Segnalazioni e reazioni dure, dunque, mentre di notte, insistono i cittadini «i camion continuano a sversare nel verde e nelle cave del territorio. Arrivano a decine e lasciano di tutto». Cresce dunque la paura, e cresce il degrado nel Parco Nazionale del Vesuvio.

sverasamenti a monte