Dopo svariati esperimenti atomici, due mostri classificati M.U.T.O.,  invadono la Terra per ricongiungersi e deporre le proprie uova. A loro si aggiunge il temuto Godzilla, che insegue i due mostri per abbatterli e riconquistare il proprio dominio sulle terre emerse. Intanto, l’uomo assiste impotente alla distruzione delle proprie metropoli come castelli di sabbia. E così, dopo annunci virali e trailer che più che mostrare lasciavano “presagire” colossali invasioni, torna sugli schermi il più amato tra i mostri del cinema, Godzilla. La domanda che sorge spontanea, dopo la visione del film diretto da Gareth Edwards, è: “ce n’era davvero bisogno”? Il pubblico continua ad avere paura del colosso che, già nel 1998, era stato nuovamente protagonista di una pellicola (disastrosa) diretta da Roland Emmerich? Precisiamo, intanto, che quello del ’98 era il remake del primo film dedicato a Godzilla, del 1954, diretto da Ishiro Honda, mentre quello di quest’anno, è una sorta di reboot di tutti i film dedicati a Godzilla, che dal già citato primo lungometraggio del ’54, ha conquistato ben 30 presenze nei cinema (l’ultimo, inedito in Italia, è Gojira Final Wars del 2004). Il “nuovo” Godzilla, omaggia degnamente il personaggio, ma vola basso, restando un prodotto che mirerà sicuramente ad avere un mercato di maggior successo nell’ home-video. Eppure le premesse per un film che potesse puntare in alto c’erano. Innanzitutto un cast molto competitivo, con Bryan Cranston (noto per essere il protagonista della serie tv Breaking Bad), Ken Watanabe (il suo personaggio è un chiaro omaggio al regista Ishiro Honda), Aaron Taylor-Johnson  e la povera Juliette Binoche (sullo schermo per meno di 5 minuti), ma che si vedono scivolare di dosso ruoli completamente anonimi e prevedibilissimi, senza un briciolo di sviluppo psico-narrativo.

La colpa sta nella lacunosa sceneggiatura, opera dell’esordiente Max Borenstein tratta da un soggetto di David Callaham (dietro al successo della serie I Mercenari), che non solo dosa male i tempi dei protagonisti, usandoli come puro “riempitivo” tra un “apparizione” e l’altra dei mostri, veri “attori” della pellicola; ma inanella una serie di ovvietà dopo l’altra, dimostrando ancora una volta che alla base di un buon film ci deve essere, soprattutto, una buona sceneggiatura. Ma la pellicola ha comunque molte frecce al suo arco: innanzitutto l’impianto visivo e gli effetti speciali, regalandoci l’immagine di un Godzilla (e dei suoi nemici) spettacolare, con echi a King Kong (non solo di Jackson, ma tutti i suoi predecessori) e riferimenti ai classici orientali (durante un combattimento tra mostri, c’è una inquadratura in cui si omaggia chiaramente la tecnica della stop motion usata in molti film dedicati a Godzilla). Un altro interessante aspetto riguarda l’ottimo lavoro fatto sul sonoro (ad opera del prolifico Alexandre Desplat), non solo come colonna sonora, ma come strumento narrativo. I suoni che sono stati creati come verso di Godzilla o come richiamo tra gli altri due mostri, diventano vero e proprio strumento di suspense, sostituendosi, spesso, alla potenza evocativa delle immagini. Suspense però creata benissimo, dal regista (che aveva convinto con Monsters del 2010 e che qui confeziona un ottimo prodotto quasi televisivo): Godzilla, infatti, viene sempre evocato, “immaginato”, temuto, ma mostrato sempre lentamente, a “pezzi”, lasciandolo quasi sempre fuori campo, per lasciare lo spettatore a immaginarne le enormi dimensioni (tra l’altro questo è il Godzilla più alto di tutta la serie, come si può vedere QUI).

Davvero un’occasione sprecata questo lavoro dedicato al mostro nipponico, che regala momenti di lotta visivamente interessanti (risuona, tra l’altro, l’eco di Pacific Rim), diretti e montati bene, ma che restano puramente fini a sé stessi, non aggiungendo o togliendo nulla, se non per il bel confronto che potremmo avanzare tra uomo (il soldato interpretato da Taylor-Johnson) e mostro, che si scambiano i ruoli di continuo (cattivo/buono) e nei loro sguardi che si incontrano durante gli ultimi minuti, si “concretizza” la nota massima: “Se scruti a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà in te”. Godzilla in fondo è rimasto lì, nei capolavori fantascientifici che lo videro protagonista dagli anni ’50, quando riusciva a spaventare con un sguardo, forse, un po’ più ingenuo, ma, sicuramente, più originale e fantasioso.

Potrete vedere Godzilla in queste sale:

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

Modernissimo

Plaza Multisala

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CAPRI

Paradiso

-CASALNUOVO

Magic Visione

-CASORIA

Uci Cinemas

-CASTELLAMMARE DI STABIA

Complesso Stabia Hall

Montil

-FORIO D’ISCHIA

Delle Vittorie

-POGGIOMARINO

Multisala Eliseo

-SORRENTO

Armida

-SALERNO

Apollo

The Space Cinema Salerno

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