«Si fa presto a riempirsi la bocca con la parola cultura. Non altrettanto a fare qualcosa di concreto per tutelarla. Ecco come si presentano gli scavi archeologici del castello medioevale nei pressi di piazza D’Armi a Nola. L’enorme struttura, emersa durante i lavori per la costruzione dell’eterno incompleto Museo della Cartapesta, è ridotta ad una discarica a cielo aperto da almeno due anni». La denuncia è del movimento “Rifiutarsi” che ha preparato un dossier di immagini a riguardo dello sversatoio a cielo aperto.

«Come si può vedere dalle foto, qui vengono scaricati rifiuti urbani e speciali nella più totale impunità e in pieno centro cittadino. In particolar modo si possono individuare: quintali di rifiuti tal quale, chili di polistirolo, sedie di plastica, vestiti, materassi, frigoriferi, diversi televisori, monitor informatici, tubi e fili elettrici, bidoni e bidoncini di pittura e solventi, pneumatici e quintali di scarti della lavorazione edile. Il tutto viene sversato non solo attorno, ma soprattutto all’interno degli scavi. Tanto è vero che alcuni resti archeologici sono quasi completamente scomparsi, ricoperti da vegetazione e rifiuti».

«Ancora una volta l’incuria, l’abbandono e il totale disinteresse delle istituzioni hanno ridotto un tesoro in una pattumiera – dicono ancora gli attivisti – Dopo l’interramento del Villaggio Preistorico invaso dall’acqua, questa è l’ennesima aggressione alla nostra cultura e al nostro territorio. Un altro risultato importante della cosiddetta “politica del fare” del sindaco Geremia Biancardi e dell’assessore alla Cultura, Cinzia Trinchese. Politica che a Nola fa acqua da tutte le parti».

rifutarsi archeologico