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“Cadaveri” sporchi di sangue davanti alla Fiat di Nola, protesta choc dopo il suicidio

Alcuni esponenti del Comitato di lotta cassaintegrati e licenziati dello stabilimento Fiat di Pomigliano si sono stesi sull’asfalto stamani, davanti al polo logistico del Lingotto a Nola, dipingendosi addome e braccia con vernice rossa e mimando la morte. I manifestanti hanno voluto così ricordare gli operai in Cig del reparto suicidatosi in questi mesi, ultima dei quali Maria Baratto che si è uccisa la scorsa settimana nella sua casa di Acerra.

Il suo cadavere è stato trovato quattro giorni dopo la morte. I manifestanti hanno anche esposto alcuni cartelli e uno striscione con la scritta “10 anni fa moriva Umberto Agnelli. Noi non piangeremo i loro morti, perché i morti non sono tutti uguali. Maria vive”. I manifestanti hanno ricordato anche Peppe De Crescenzo, altro cassintegrato del reparto di Nola, suicidatosi lo scorso febbraio, e hanno chiesto la chiusura definitiva del reparto logistico di Nola che – hanno sottolineato con slogan e interventi – non è mai andato in funzione.

Hanno chiesto il reintegro dei 300 lavoratori di Nola nello stabilimento di Pomigliano e hanno ricordato che «Maria Baratto ha messo piede nel reparto, l’ultima volta, sei anni fa per poi subire la cassa integrazione». I funerali della donna si svolgeranno in mattinata nel quartiere Ponticelli di Napoli.

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