La Statale 268 finisce su “Quattroruote”: «Nell’ultimo anno sono morte 13 persone»


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“La superstrada della morte” sbarca purtroppo pure su “Quattroruote”, la rivista – oggi anche online – punto di riferimento da sempre degli automobilisti italiani. Il periodico dedica, infatti, un articolo alla pericolosità dell’arteria con un reportage sulla situazione di corsie, barriere e fondo stradale. «Sui 28 chilometri della 268 nell’ultimo anno sono morte tredici persone, per lo più giovanissimi, come testimoniano le edicole votive piantate ai bordi della strada», esordisce il giornalista.



«La Statale del Vesuvio venne aperta nel 1971 – continua “Quattroruote” – con l’obiettivo di decongestionare i collegamenti tra Napoli e i paesi vesuviani che dagli anni Ottanta hanno conosciuto un incremento demografico senza precedenti. Nel corso degli anni la 268 è stata oggetto di pochi interventi di manutenzione e si vede: la barriera è divelta in più punti, il manto sconnesso, piazzole anguste e soprattutto l’alternarsi delle corsie da due a una senza segnalazioni».

«Attraversata ogni giorno da decine di migliaia di auto, collega le aree di Terzigno, Boscoreale, San Giuseppe Vesuviano, le aree Pip, le industrie conserviere dell’agro-nocerino-sarnese. Ultimo stanziamento, 56 milioni di fondi Fesr per arrivare fino ad Angri – conclude l’articolo della rivista nazionale – ma l’impresa appaltatrice nel frattempo è fallita. E adesso occorre rifare la gara».

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