Saverio Caliendo, giovane palmese alla conquista del calcio che conta


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Diventare calciatore è il sogno che accomuna tanti ragazzi, che fin dai primi anni, iniziano a calcare un campo di calcio. Spesso resta tale, ma c’è anche chi, non senza sacrifici, negli anni, riesce a conquistare importanti traguardi. È il caso di Saverio Caliendo, portiere appena 18enne, che è riuscito ad imporsi ad alti livelli con la casacca del Pomigliano Calcio, con il quale ha conquistato, pochi giorni fa, la Coppa Italia di Serie D.



Il giovane estremo difensore granata è nato e cresciuto calcisticamente nella Scuola Calcio “Virtus Palma”, per approdare, negli anni successivi, nella Palmese, dove è riuscito a mettersi in mostra collezionando grandi prestazioni, contribuendo, tra le file rossonere, alla vittoria di un campionato Allievi ed uno Juniores. Fin da subito, Caliendo, attira le attenzioni di Salvatore Soviero, che nella stagione 2010/2011, nelle vesti di allenatore della Palmese, lo fa allenare più volte in prima squadra. L’esordio arriva, però, nella stagione successiva (in Eccellenza), per poi diventare titolare nel campionato 2012/2013, sotto la guida tecnica di mister Mazziotti.

Tra i suoi “guru” non solo Soviero, ma anche Gennaro Della Corte, Amedeo Petrazzuolo e Corrado Gaetano, figure che hanno contribuito alla crescita calcistica di Caliendo. Approdato, quest’anno, a Pomigliano, fortemente voluto dall’ex allenatore della Palmese Biagio Seno, riesce ad imporsi come un autentico outsider, collezionando molteplici presenze in campionato e contribuendo con le sue parate alla vittoria della Coppa italia. Viste le sue prestazioni, il Pomigliano non lo lascerà andare via facilmente.

Sempre legato alle sue origini, non solo calcistiche, Caliendo sottolinea: «Palma è stato un vero e proprio trampolino di lancio. La Palmese è stata una grande esperienza che porterò sempre nel cuore. Difendere la porta di una società prestigiosa come quella rossonera, e soprattutto la squadra del mio paese, è stato un forte orgoglio. Poi è arrivata la grande occasione della serie D e la successiva vittoria della Coppa. Momento indescrivibile». E quando gli si chiede se si aspettava una stagione in primo piano, da protagonista, risponde: «Assolutamente no, ma ovviamente ci speravo. Quando il mister mi ha dato spazio, mi sono fatto trovare subito pronto. Una stagione da ricordare».

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