La concomitanza della Santa Pasqua cattolica ed ortodossa ha portato l’Ente a chiedere ed ottenere l’apertura della Chiesa di San Ciro per permettere a circa 100 immigrati di partecipare alla funzione officiata, in lingua slava, dall’Arciprete Igor Vyzhanov, chierico della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Alla funzione religiosa, annunciata con manifesti del Comune, hanno partecipato soprattutto famiglie di ucraini portando, come è loro tradizione, il cestino contenente vivande e dolci da far benedire prima di consumarli. Ad accoglierli in chiesa i rappresentanti dell’associazione San Ciro e Luigi De Simone, che ha portato i saluti dei commissari prefettizi, Anna Nigro e Giuseppe Amore.

Mediante letture e melodie di canti condotti da un coro di quattro elementi senza accompagnamento musicale, è stata celebrata la Pasqua Ortodossa, conclusa come tradizione con la benedizione dei fedeli e dei cestini con abbondanti spruzzi di acqua santa, nonché con il dono dell’Ente di classiche colombe pasquali. «Abbiamo ritenuto importante dare continuità al progetto già avviato e finanziato dalla Provincia di Napoli – dice il commissario Nigro – per la cooperazione internazionale, il dialogo, la solidarietà e la conoscenza reciproca. Celebrare la Pasqua ortodossa è un modo molto incisivo di testimoniare la volontà di accogliere gli immigrati e favorire l’integrazione».

La cittadina vesuviana ha così continuato il percorso iniziato lo scorso anno a favore degli stranieri in regola presenti in paese: un convegno dal titolo “ero straniero: accoglienza o diffidenza? comunque una risorsa”, cui parteciparono i consoli della Polonia, Dario Dalverme e dell’Ucraina, Leonid Damaretskyi, al fine di cooperare nell’elaborare idee e progetti a favore di una politica di accoglienza dei circa 500 rumeni, ucraini e polacchi, che risiedono regolarmente e lavorano da anni a Sant’Anastasia e nei paesi del circondario.

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