«Mobilitazione di vip nazionali, reportage di giornali e tv, incontri istituzionali con ministri in parrocchia, decreti legge fatti in fretta e furia e analisi sui terreni sbattute in prima pagina. Questi sono stati i nostri ultimi 6 mesi in Campania, ma concretamente cosa è cambiato? Fino ad oggi si è parlato di task force e misure eccezionali da mettere in campo, di screening sanitari gratuiti per le popolazioni locali, di droni militari ed esercito per controllare il territorio. Fino ad oggi si è solamente parlato, perché nel frattempo i clan di camorra continuano tranquillamente a sversare e bruciare rifiuti. E le zone sono sempre le stesse». È la pesante denuncia di “Rifiutarsi.it”, che oltre alle parole mostra però anche un ampio dossier fotografico.

«Un esempio – continua l’associazione – è Ponte delle Tavole tra Nola e San Vitaliano. Sono trascorsi due anni dalle nostre denunce e il degrado, lo scempio e l’incuria sono ancora l’unica condizione in cui versano le campagne di questa zona. Non solo i rifiuti di questi 24 mesi non sono stati rimossi e non si è proceduto alla bonifica del territorio, ma non si è nemmeno messa sotto controllo l’area. Com’è possibile vedere dalle foto – continuano gli attivisti – qui non manca nulla. La “monnezza” continua ad essere scaricata ai lati delle strade dell’area oppure direttamente nel “lagno”. Altri rifiuti, invece, confluiscono dagli altri alvei spinti dalle piogge. Nella fattispecie siamo riusciti ad individuare quintali di rifiuti tal quale, diversi televisori abbandonati, frigoriferi, materassi, servizi igienici, chili di tubi e guarnizioni, tonnellate di scarti edili di ogni sorta, decine di pneumatici, pericolosi prodotti chimici per uso agricolo, tonnellate di scarti tessili industriali, diversi resti di roghi tossici e decine di chili di eternit e amianto».

«Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano – dicono da Rifiutarsi – hanno più volte promesso grandi lavori per rimettere in sesto l’opera borbonica. Nel gennaio del 2010 la Regione accorda un finanziamento di tre milioni di euro al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno per la bonifica, la gestione e la manutenzione dei Regi Lagni nell’area nolana. I lavori partono nel gennaio 2013 e sono affidati alla Sma Campania Spa, ma tra San Vitaliano e Nola è tutto uguale da più di due anni. I carabinieri – continuano – venuti sul posto due anni fa, lontani dalle telecamere di Striscia la Notizia, dissero che monitorare il territorio campano con le sole forze a disposizione era impossibile. Eppure sarebbe relativamente semplice controllare quest’area, visto che la strada d’accesso è solamente una».

«Il controllo del territorio dovrebbe essere il normale scopo non solo delle forze dell’ordine ma anche delle amministrazioni comunali, cosa che il sindaco di San Vitaliano Antonio Falcone e il sindaco di Nola Geremia Biancardi sembrano aver dimenticato. Perché – si chiedono i cittadini – non hanno ancora avviato un servizio di collaborazione tra le rispettive forze municipali per monitorare e tutelare l’area in questione? Quanto costa effettivamente alle casse comunali mettere in piedi un sistema di sorveglianza e monitoraggio del territorio? È realmente più dispendioso del ricorso a saltuarie rimozioni di rifiuti? Forse ai nostri politici questa parte del nostro territorio non interessa, forse il posto è troppo lontano. Troppo lontano dalle passerelle e dalle “sedi salotto”, dai microfoni e dai flash, lontano e nascosto dagli occhi di chi vota».

regi lagni nola

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