La crisi non abbatte i giovani under 35 o almeno non tutti. Sono in tanti coloro che ancora credono nel futuro, che sperano in un domani  migliore.

Gelsomina studia Lingue e letterature straniere e Francesco Economia aziendale. Insieme si sono catapultati in una realtà nettamente differente dal percorso di studi che hanno scelto per coronare un sogno.

I giovani sono l’anima che spinge a risorgere, a non mollare. La crisi economica che ha colpito il “Bel Paese” e che continua incessante a diminuire aspettative, sogni e desideri, si manifesta soprattutto con la disoccupazione.

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, recita la Costituzione eppure sei milioni di persone sono senza lavoro e vorrebbero trovare un’occupazione. Lo segnala l’ Istat nel Rapporto annuale 2013. Sommando i disoccupati ai 3 milioni e 86 mila cittadini disposti a lavorare anche se non cercano, le persone potenzialmente impiegabili nel processo produttivo, sono circa 6 milioni. Pertanto un diritto fondamentale viene meno. Molti giovani tra i 18 e i 34 anni inseguono il sogno di una stabilità quindi anche se sotto sforzo sono disponibili a straordinari, a fare un secondo lavoro, a lavorare in nero o nella migliore delle ipotesi a trasferirsi in un’altra provincia, regione o ad espatriare. Eppure sono tanti i giovani che vogliono buttarsi nel mondo imprenditoriale.
Forse spinti dall’assenza di offerte e dalla voglia di crearsi un futuro senza attendere la fine della nemica crisi” che stentando ad arrivare sembra sempre più un miraggio. Secondo l’Istat tra le forze lavoro potenziali è aumentato il numero di coloro che danno come motivazione della mancata ricerca, lo scoraggiamento; non si cerca più lavoro perché si ritiene di non poterlo trovare. Ormai sembriamo abituati a rinunciare ai consumi e a vedere il nostro potere d’acquisto ridotto all’osso.

La culla di questa vitalità imprenditoriale è il Sud dove è risaputo che il lavoro te lo devi inventare perché le possibilità sono pressappoco nulle. I settori in cui i giovani sembrano convogliare i loro sforzi e le loro aspettative sono quelli del commercio, delle costruzioni e dei servizi di ristorazione.
È proprio in questo ambito che Gelsomina e Francesco Franzese, due giovani studenti palmesi rispettivamente 26 e 25 anni, hanno deciso di intraprendere un’attività “in proprio”. Grazie a loro, al loro spirito intraprendente e al coraggio di buttarsi in un’avventura, riapre “Il Castello”, un ristorante che sorge lungo la strada per raggiungere l’omonima frazione di Palma Campania e dalla quale si può godere di un vasto panorama che non lascia spazio alle brutture ma che illuminato dalla miriade di luci notturne appare piacevole ed incantevole come un presepe.

Gelsomina, con l’entusiasmo e l’emozione di chi ha appena dato avvio ad un nuovo capitolo della sua vita dice: «Tutto nasce da un sogno che ha sempre avuto mio padre che ha trasmesso a mio fratello al quale poi mi sono unita io dando una mano e un supporto». Il loro scopo è differenziarsi dalla concorrenza offrendo varie alternative tra cui scegliere unite a uno spirito giovane e a tanta simpatia.

Se ancora riusciamo ad essere a galla è grazie a una generazione di giovani che non si rassegna a lasciare l’Italia per costruirsi un futuro, che si rimbocca le maniche in vista del domani.  Spesso sono giovani che escono dal mondo della scuola e che puntano con devozione su un’idea e sulle proprie capacità. Per non lasciare i cittadini del domani in una voragine di aspettative deluse è necessario creare delle condizioni per aiutarli a realizzare il loro progetto di vita perché è anche e soprattutto grazie a loro se la nostra può ancora chiamarsi società.

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