Oltre 300mila persone da tutta la Campania per il pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Arco. E di questi, solo 70mila sono riusciti ad entrare all’interno della chiesa e, accompagnati dal priore Rosario Carlo Licciardiello, hanno reso omaggio alla Madonna. Come di consueto, anche quest’anno si è rinnovato, nel Lunedì in Albis, il rito dei “fujenti” che ormai da secoli arrivano al santuario per chiedere una grazia alla Vergine o per un voto. E quest’anno, tra gli ex voto, è spuntato anche quello di Melania Rea, la donna di Somma Vesuviana ammazzata nel Teramano tre anni fa: un omicidio che ha visto la condanna del marito Salvatore Parolisi. L’immagine della Rea campeggiava su uno stendardo di alcuni battenti di Ottaviano.

Sono stati oltre 300, invece, gli interventi sanitari per malori dovuti a svenimenti, favoriti sia dallo stress per il lungo percorso affrontato dai battenti, sia dal caldo. In un caso si è dovuti ricorrere anche al trasporto in ospedale per curare il malore accusato da uno dei numerosissimi pellegrini affluiti a Madonna dell’Arco, nel comune di Sant’Anastasia.

Ad assistere al rito anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, accompagnato dal presidente del Tavolo di partenariato economico-sociale, Luciano Schifone, e da Alfonso Gifuni, esponente di Fratelli d’Italia-An, partito per il quale l’ex ministro è candidato alle elezioni europee di maggio. Proprio Alemanno si è impegnato a proporre il riconoscimento del rito dei “fujenti” come patrimonio dell’Unesco così come avvenuto per la festa dei Gigli di Nola.

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