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Festa della Montagna, tutto pronto per la settimana sommese tra Fede e tradizioni

Dopo mesi di pausa e di concitata attesa, finalmente ritorna la festa tanto adorata dal popolo sommese, la  Festa della Montagna; tammurriate e pratiche devozionali per la Madonna di Castello, per la Madonna Pacchiana. In molti verranno ad onorare la paranza d’Ognundo, che il 26 aprile, celebrerà il Sabato dei Fuochi presso la località della Novesca. La festa della Montagna che si svolge a Somma Vesuviana dal 26 aprile al 3 maggio 2014 ha come intento quello di far conoscere quanto di più significativo è stato espresso nell’ambito della cultura popolare oggi in Italia: Religiosità Popolare, Cultura, Tradizione, Rispetto per l’Ambiente ed il Creato, Devozione, Pietà Popolare.

“Il “Sabato dei Fuochi” (sabato in albis), le tammurriate, le irrefrenabile danze, l’incessante ritmo delle tammorre, la reversibilità del tempo, promuovono, cerimonialmente e periodicamente, la dimensione altra dell’evento festivo; qualcosa di grande e significativo, uno stato superiore all’ordinario, come fase di superamento e di sospensione del quotidiano. «La sensazione – afferma il Fabio Birotti, etno-antropologo – che subito cresce nell’animo di chi si accinge al sabato dei fuochi o si accosta alla stessa paranza d’Ognundo, è di vera e propria vertigine; è come trovarsi in un santuario mistico e carnale, semplice e prezioso, dove l’icona oggetto di culto si manifesta come specchio del mondo e del volto nascosto di ognuno di noi, santo e grifagno, adolescente e morente. La festa (dal “Sabato dei Fuochi” al 3 Maggio, detto “’o tre r’’a croce”) i canti “a’ffigliola”, le tammurriate e soprattutto la nostra  paranza d’’o Gnundo, ancora oggi esercitano incessantemente una funzione reale e riempitiva all’interno della comunità e della tradizione sommese».

Ricco ed intenso il programma della giornata del 26 aprile. Due sante messe (ore 10 e ore 12,30), il rituale alzabandiera (ore 11,45), pranzo con l’astinenza dalle carni (ore 13,45). Al pomeriggio spazio ai canti e ai balli della tradizione popolare folcloristica sommese. Di sera, il Canto ‘a Figliola (canto alla Madonna), l’accensione dei falò e lo spettacolo pirotecnico per concludere il cerimoniale.

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