Essere cristiani in Nigeria è quasi una condanna a morte, e Rita, che nei giorni scorsi ha portato la sua testimonianza a Poggiomarino attraverso “Artemide”, lo ha pagato sulla propria pelle. I genitori, infatti, sono stati sgozzati in patria dagli estremisti. Così la fuga in Italia, insieme al marito musulmano ma con cui c’è pieno rispetto per i singoli Credo.

«In Italia – racconta Rita davanti alla platea di Poggiomarino – ho rifiutato, non senza difficoltà, la strada semplice della prostituzione. Ho deciso di andare oltre, nonostante gli ostacoli e le intimidazioni». Un obiettivo raggiunto, perché la ragazza nigeriana è riuscita a trovare lavoro a Palinuro. Un lungo viaggio dal Vesuviano che vale però il prezzo della dignità.

Dunque, c’è stata una forte testimonianza nel corso dell’incontro promosso a Poggiomarino dall’associazione “Artemide”. L’intervento di Rita è stato il pezzo forte, ma nel corso del dibattito sono state anche “snocciolate” cifre e identikit riguardanti il femminicidio da parte delle psicologhe e volontarie dell’onlus.

nigeriana artemide