L’autopsia effettuata sul corpo di un uomo di 83 anni ha scagionato due medici di una nota clinica di Pomigliano d’Arco dalle accuse di omicidio colposo mosse dopo la denuncia presentata da due figli dell’anziano, i quali volevano fosse fatta chiarezza sulle cause del decesso. Ma ora quello stesso esame ha aperto altri dubbi e portato ad una nuova denuncia per capire cosa sia successo non solo lo scorso anno ma addirittura dieci anni fa, quando a Gennaro Raia, originario di Somma Vesuviana e morto a gennaio dello scorso anno, fu asportata la tiroide: o almeno così sembrava, visto che i consulenti tecnici che hanno eseguito l’autopsia sostengono di averla trovato regolarmente al suo posto.

I figli dell’uomo hanno sporto quindi una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Nola contro l’equipe medica che nel 2003 operò il padre e che a novembre del 2012 avrebbe dovuto rioperare l’uomo, questa volta per asportargli parte dell’intestino a causa di un tumore, annunciando che scriveranno al ministro alla Sanità, all’Ordine dei medici ed anche al presidente della Regione Campania per ottenere la verità su quanto accaduto.

«Oggi ancora non capisco cosa sia successo – spiega Francesco, uno dei figli di Gennaro – Siamo riusciti finalmente a vedere la documentazione dell’archiviazione della denuncia dello scorso anno, e nella relazione dell’esame autoptico abbiamo visto che si parla della tiroide, trovata in sede ed in buono stato. Ma a mio padre la tiroide è stata asportata 10 anni fa, dagli stessi medici che l’anno scorso dovevano operarlo all’intestino e che finirono nel registro degli indagati per omicidio colposo. Due sono le cose: o il consulente tecnico ha sbagliato l’autopsia, oppure i due medici non hanno mai asportato la tiroide a mio padre. Chiediamo sia fatta luce». Gennaro nel 2003 fu sottoposto ad una tiroidectomia totale per un gozzo tiroideo da due medici di una nota clinica di Pomigliano d’Arco. L’uomo per dieci anni ha assunto anche un medicinale che sopperiva alla mancanza della tiroide.

A novembre del 2012, l’anziano fu ricoverato nella stessa clinica, dove i due stessi medici avrebbero dovuto asportargli un tumore all’intestino. Ma Gennaro, subito dopo l’operazione, ebbe un arresto cardiaco e sprofondò in un coma dal quale non si è mai risvegliato. L’uomo era stato trasferito al nosocomio di Nola, dove è spirato dopo due mesi. La procura aprì un’inchiesta, e sul corpo dell’anziano fu disposta un’autopsia i cui risultati sono ora in netto contrasto con la cartella clinica di dieci anni fa, dove è chiaramente indicato il tipo di operazione cui è stato sottoposto l’anziano, al quale, secondo i medici, fu effettivamente asportata la tiroide.

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