Era partita come un’operazione tesa a rintracciare il colpevole di sversamenti incontrollati di scarti tessili nel territorio periferico sangiuseppese. Invece si è rivelato un blitz che è riuscito a togliere dal mercato alcune migliaia di vestiti di produzione cinese, nocivi alla salute dei bambini per il metodo di conservazione e per parte dei materiali utilizzati.

Ad entrare in azione gli uomini del distretto di Nola della polizia provinciale che nel territorio di San Giuseppe Vesuviano hanno apposto i sigilli ad alcuni centri all’ingrosso gestiti da cinesi, ed hanno denunciato anche un imprenditore locale, D.C.A. di 50 anni, per avere sversato in maniera incontrollata rifiuti speciali in via Poggiomarino.

Ed è proprio da qui che è stata avviata la task force che ha poi portato all’allarme riguardante gli abiti per bambini di produzione orientale e che erano pronti ad invadere gli “outlet” di tutto il Vesuviano. Gli uomini della Provinciale, infatti, sono risaliti al responsabile dell’abbandono dei rifiuti attraverso l’apertura dei sacchi trovati in campagna.

All’interno della struttura, di circa 60 metri quadrati, gli agenti hanno riscontrato la presenza di un quantitativo di rifiuti di pezze stipate in bustoni della spazzatura, mentre l’attività avveniva senza le dovute autorizzazioni per esercitare.

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