Droga dal Vesuviano a L’Aquila, interrogatorio per i sommesi finiti agli arresti


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Ha risposto alle domande del giudice e chiederà di essere rimesso in libertà, Salvatore Mauriello, uno dei 5 arrestati nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri dell’Aquila che ha sventato un traffico di droga tra l’area vesuviana e l’Abruzzo per i clienti vip del capoluogo. L’interrogatorio dell’indagato, titolare della ditta Sial che si occupa di bagni chimici, assistito dall’avvocato aquilano Francesco Valentini, presso la casa circondariale delle Costarelle a Preturo. Il colloquio è durato circa mezz’ora, Mauriello ha ammesso i reati singoli che gli vengono contestati ma ha negato il reato associativo.



Originario di Pomigliano d’Arco, ma residente nel capoluogo, a Pettino, per ora l’indagato resterà in carcere, in attesa che il suo legale presenti istanza al tribunale del Riesame. Interrogato, a Napoli, l’altro giovane di Somma Vesuviana ai domiciliari, Antonio Romano. Lunedì sarà la volta delle due persone finite agli arresti domiciliari. Si tratta di Giuseppe Giuliani, titolare del bar Florida a piazza Duomo a L’Aquila, e di Angelo Naindenel, di Napoli ma residente a Scoppito, assistiti dagli avvocati Augusto Di Sano e Giulio Lazzaro. Il quinto arrestato in carcere è Eduardo Romano, residente sempre a Somma, in carcere dopo essersi costituito, anche se inizialmente risultava latitante. Sono complessivamente sei le misure cautelari emesse dal gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella su richiesta del pm Fabio Picuti: tre in carcere, due ai domiciliari e un obbligo di firma, riguardante l’avvocato aquilano Giuseppe Di Ramio, accusato anche di aver tentato di corrompere un maresciallo dei carabinieri con una dazione di 5mila euro.

Le indagini dei carabinieri, guidati dal comandante provinciale, Savino Guarino, hanno coinvolto complessivamente 24 persone, tutte indagate, tra cui professionisti ed esponenti della cosiddetta “L’Aquila bene”. Per i principali indagati le accuse sono di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, ad altri viene contestato il solo traffico, per altri indagati ancora c’è la detenzione a fini di spaccio.

PATTUGLIA CARABINIERI CATANIA

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