Torna la protesta degli operatori sociali dell’ex Ambito 9: da 19 mesi, infatti, circa un centinaio di lavoratori è senza stipendio. I “più fortunati”, invece, possono vantare arretrati di appena un anno. Una situazione esplosiva che ritorna a distanza di sei mesi dalle ultime proteste, quando alcune delle cooperative additate dai professionisti cercarono di fare calmare le acque attraverso l’intervento dei primi cittadini interessati.

Ma da allora soltanto promesse e rubinetti finanziari che sono rimasti chiusi per la maggior parte di infermieri ed operatori socio-assistenziali coinvolti nei progetti di assistenza a disabili ed ammalati in gravi condizioni fisiche. «Stiamo assistendo ad uno scaricabarile che va oltre ogni logica dell’umana dignità – denunciano alcuni lavoratori – Comuni, Regione e singole cooperative impegnate, infatti, non fanno altro che giocare con le responsabilità».

I Comuni coinvolti sono sette: l’Amministrazione capofila è San Giuseppe Vesuviano, poi Terzigno, San Gennaro Vesuviano, Poggiomarino, Palma Campania, Striano e Ottaviano. Molte di queste città, tuttavia, hanno già dimostrato con i fatti di avere regolarmente – anche se qualcuna con ritardo – elargito il proprio contributo economico da girare alla Regione. I passaggi sono successivamente di rimpinguare le casse delle cooperative ed infine il pagamento delle spettanze.

Dunque, è impresa ardua trovare il vero colpevole di uno scenario che rischia di lasciare centinaia di malati e portatori di handicap senza assistenza. Gli operatori, infatti, sono allo stremo ed annunciano di essere nuovamente intenzionati a scendere in piazza come accaduto ad ottobre a San Giuseppe Vesuviano: «Ci sentiamo presi in giro – dicono – di questo passo ci costringeranno allo sciopero. Finora abbiamo scelto di evitare questa protesta così dura soltanto per il bene dei malati».

assistenza