Gli scarti di lavorazione prodotti dall’opificio anziché essere smaltiti regolarmente venivano incendiati in un cortile adiacente la fabbrica. Non solo: per evitare “tempi morti” i lavoratori – tre dei quali su dodici complessivi “a nero” – venivano fatti alloggiare al piano superiore dello stabile.

Per questo motivo a Boscoreale, i carabinieri, in collaborazione con personale dell’ufficio tecnico comunale, della polizia locale, dell’Asl Napoli 3 Sud dipartimento di prevenzione e dell’ispettorato del Lavoro di Napoli, hanno sequestrato l’impianto – che si sviluppa su 350 metri quadrati, con all’interno 35 macchine per cucire e due stiratrici.

Denunciato in stato di libertà un cittadino cinese di 50 anni residente a Boscoreale, titolare dell’opificio di via Andreulli, per gravi violazioni in materia di igiene e sicurezza.

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