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Bimbi uccisi dai sicari, altro sangue: a Somma e Pollena morirono piccoli di soli 2 anni

Si allunga la scia dei bambini coinvolti ed uccisi in agguati di stampo mafioso. L’ultimo caso ieri a Taranto, dove il piccolo Domenico di soli tre anni è stato trucidato dai sicari della malavita organizzata che intendevano invece punire l’uomo con cui era in macchina. Ma in questa tristissima scia di sangue è purtroppo il Vesuviano a detenere il terribile primato. Gioacchino Costanzo, infatti, morì a Somma Vesuviana a poco più di un anno e mezzo. Era il 15 ottobre del 1995, quando i killer entrarono in azione per ammazzare il contrabbandiere Giuseppe Averaimo, convivente della nonna della piccola vittima.

L’uomo portava spesso in auto il bambino, forse per proteggersi proprio da eventuali agguati. Ma la camorra, oggi come allora, non ha scrupoli e con i suoi emissari di morte sparò all’impazzata uccidendo l’obiettivo del raid ed il bambino. Soltanto nel 2002 arrivò la giustizia che condannò al massimo della pena Vincenzo Esposito, ritenuto l’esecutore materiale del duplice ed orrendo delitto, ed a 22 anni Saverio Castaldo componente pentito del commando.

Nel 2000, invece, fu l’assassinio della piccola Valentina Terracciano a sconvolgere l’area ai piedi del Vesuvio. Era il 12 novembre, la bambina si trovava all’esterno di un negozio di fiori a Pollena Trocchia insieme ai genitori ed allo zio Fausto Terracciano che era la vittima predestinata dei clan. Le pallottole uccisero invece Valentina, appena due anni.

Un’area, quella di Napoli e provincia, che ricorda anche il delitto di Annalisa Durante, morta ammazzata nel 2004 da una pallottola alla testa a Forcella. Secondo l’accusa il boss Luigi Giuliano si era fatto scudo con il corpo della 14enne per sfuggire all’esecuzione.

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