In vista delle prossime elezioni amministrative, in programma fra pochi mesi nel comune di San Gennaro Vesuviano, dove i cittadini dovranno esprimere il proprio voto per il rinnovo dei consigli comunali e per la contestuale elezione del sindaco, abbiamo incontrato l’assessore all’ambiente e nettezza urbana oltre alla carica di pubblica istruzione di San Gennaro Vesuviano, l’ispettore Carmine Lauri, che con molta disponibilità ha tracciato un suo personale resoconto della vita politica trascorsa all’interno del comune vesuviano.

Assessore Lauri come sempre vi ringraziamo per la vostra cortese disponibilità. Le chiediamo subito, prendendo in considerazione la realtà dei fatti, che dal momento del suo insediamento il paese e la situazione ambientale in generale versavano in piena crisi rifiuti, attualmente la situazione per quel che riguarda l’ambiente a San Gennaro Vesuviano è molto soddisfacente. Ci spieghi su quali punti cardine ha lavorato insistentemente in questi cinque anni per favorire questa netta inversione di tendenza in positivo?

«Il sottoscritto nel 2009 è stato eletto nella lista del sindaco attuale, il dottore Aniello Giugliano, il quale chiese ardentemente che io assumessi la carica di assessore all’ambiente, all’igiene, alla sanità e alla nettezza urbana in primis, poiché ritenuto dallo stesso sindaco l’unica persona con precipue caratteristiche e con ottime possibilità di raggiungere importanti traguardi nel settore ambientale molto deturpato negli anni pregressi. San Gennaro Vesuviano era diventato una discarica a cielo aperto con enormi cumuli di spazzatura di varia natura in ogni angolo del paese. All’inizio abbiamo avuto delle difficoltà operative dovute alla presenza di ditte qualitativamente non molto apprezzabili, e di conseguenza l’ottenimento di standard non proprio elevati rispetto a quelli che il paese meritava, questo perché negli anni precedenti, e parlo di almeno dodici, tredici anni, si era instaurato un continuo flusso di proroghe sempre alle stesse ditte, che le vecchie amministrazioni non hanno forse saputo gestire oppure non hanno avuto la facoltà di rivedere immediatamente tutto il programma. Mi viene detto che i prezzi di allora non sono uguali a quelli di oggi, io rispondo che da sette, otto anni a questa parte noi abbiamo avuto un aumento graduato del costo della vita, quindi se io devo accettare un servizio fatto male perché a basso costo, è opportuno che io metta a disposizione della comunità un gruzzolo di denaro bastevole perché il paese pigli un altro aspetto, un’altra fisionomia, si respira aria diversa e pulita, non c’è spesa più importante di quella che si fa nell’ambiente, noi respiriamo ossigeno per vivere. Ancora oggi non abbiamo del tutto eradicato dalla mente del cittadino che i propri rifiuti non si devono buttare in mezzo alla strada, io rincorro questo obiettivo da tantissimo tempo e fino al giorno delle elezioni cercherò di fare sempre meglio, e se sarò rieletto rifarò tutto il progetto con ancora più attenzione e minuziosità perché il paese debba veramente vivere in modo salubre. Raggiungere il top della qualità della vita renderebbe questo paese un perfetto giardino, ma è evidente che per fare tutto ciò i cittadini devono fare la propria parte, senza la loro collaborazione non si otterrà nulla».

Sappiamo che lei ha molto insistito sulla localizzazione della nascente isola ecologica in quel di via Mandrile. Le chiediamo se si ritiene soddisfatto dell’intero iter riguardante questa novità?

«Io mi sento soddisfatto a metà. Ho avuto delle frizioni all’interno della maggioranza sul luogo di nascita di questa novità di ammodernamento rappresentata dall’isola ecologica per il paese di San Gennaro Vesuviano. Queste tensioni discordanti non hanno fatto altro che ingolfare di circa tre, quattro mesi l’approvazione dell’isola ecologica. Abbiamo dovuto fare un vero e proprio tira e molla nelle riunioni, mi hanno portato diversi operatori e specialisti in materia per convincermi che il sito ottimale fosse quello di via Ciccarelli, io invece ho insistito tanto e alla fine sono riuscito a convincere i miei amici amministratori che l’unico sito ottimale, per una questione logistica, è in quel di via Mandrile. Si tratta di un punto ottimale perché posizionato a piano terra, con circa quattrocentomila euro riusciremo a creare una bella ed efficace struttura, ad oggi attendiamo solamente il parere positivo dell’ ARPAC (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania n.d.r.) che dovrebbe arrivare da un momento all’altro. Successivamente sarà subito messa al bando la gara per la costruzione dell’isola ecologica, quindi un paio di mesi per espletarla nella speranza che prima delle elezioni venga finito questo importante progetto, vero fiore all’occhiello di questo assessorato».

Per quanto riguarda il servizio raccolta dei rifiuti, la società Consorzio GEMA che ha sostituito la ditta Alba Paciello ha ancora un contratto provvisorio oppure ci siamo affidati in via definitiva alla medesima?

«La ditta Consorzio GEMA ha ancora un contratto provvisorio fino al 14 Febbraio. Dico subito che io alle proroghe sono molto indigesto, all’assessore Lauri le proroghe non piacciono perché danno modo alle autorità di costruire teoremi particolari, secondo me la proroga è l’anticamera della corruzione. Dalla scadenza dell’ultimo contratto, infatti, ho dato ordine di prorogare per un altro mese e non per tre mesi come altri chiedevano. In quest’ultimo arco di giorni ,come forse ben sapete, già è in itinere e messo al bando, esattamente dal giorno 28 Gennaio, la nomina del responsabile del servizio tecnico, patrimonio e dell’ambiente che ha scadenza il giorno 4. Questa nuova figura avrà il compito di capitolare l’appalto e avviarmi i lavori della gara oppure l’assegnazione alla vecchia ditta che consentirebbe di non perdere un altro paio di mesi attraverso appunto la gara, cosa che mi costringerà a chiedere un ulteriore proroga, ma solo ed esclusivamente per il periodo sufficiente ad arrivare al giorno della gara».

In qualità di assessore all’ambiente, lei è d’accordo a ripulire e a riqualificare la montagna di San Gennaro creando vere e proprie aree attrezzate fruibili da tutti i cittadini?

«La montagna di San Gennaro è un bene demaniale di estrema importanza. Nel corso del tempo ho ricevuto diverse attenzioni da parte di alcuni cittadini che amano la vegetazione e il verde della natura. Mi sono recato in più di un occasione sulla nostra montagna nel territorio di Palma Campania, e ho riscontrato un abbandono terribile, annose incurie, dovute anche alla mancanza di vigilanza preposta a questa tipologia di lavoro, che si sono susseguite negli anni e nessuna amministrazione, nostra compresa, ha fatto qualcosa in merito. Ho chiesto anche alcuni pareri dei tecnici su come si possono bonificare i siti, il vero problema è che la mole di soldi che servirebbero è altissima. Una soluzione sarebbe quella di incaricare una commissione che studi attentamente i meccanismi e vari qualche provvedimento, perché se voi pensate che l’assessore Lauri possa interessarsi attivamente e continuativamente della problematica montagna probabilmente vogliamo parlare a vanvera, ecco perché ci sarebbe bisogno di una piccola struttura all’interno dell’amministrazione che si occupi specificamente di questo fattore. Sarà sicuramente uno degli obiettivi principali della prossima amministrazione, anche perché io personalmente ho dovuto lottare e sudare sette camice per rientrare nella normalità con il paese, non mi è stato possibile per tempo interessarmi fortemente della montagna così come ho fatto per il paese. Sicuramente una volta canalizzata per bene la spazzatura in tutti i punti critici ancora rimasti  nelle zone periferiche del paese, concentreremo gli sforzi per la rivalutazione del nostro unico bene demaniale».

Lei ha anche la delega sull’istruzione pubblica. Anche in questo campo nel corso del tempo si sono avvicendate diverse problematiche da affrontare fra cui la situazione del plesso Sommese e avvio della mensa scolastica. Come si sono evoluti i fatti?

«Plesso Sommese localizzato in via Musiello ha avuto problematiche di carattere strutturale fortunatamente andati a buon fine. Siamo stati costretti a chiuderlo, perché una commissione incaricata ha redatto un verbale nel quale afferma che la struttura è staticamente perfetta, ma alcune aule, costruite in un secondo momento rispetto all’edificio principale, hanno avuto dei problemi di staticità, infatti alcuni laterizi si sono completamente staccati dal solaio. Dopo la chiusura gli alunni sono stati spostati al centro, dove sono state messe a disposizione diverse aule che consentono di ospitare i sessanta, settanta alunni di plesso Sommese. Per la fattispecie, feci anche un provvedimento per il trasporto degli alunni con autobus dalla zona plesso Sommese fino alla scuola del centro, provvedimento che non ho rinnovato anche perché i genitori degli alunni probabilmente ritengono meglio accompagnare i loro figli con l’autovettura. Il plesso sarà aggiustato e ripristinato completamente. È stato approvato dalla giunta comunale il progetto esecutivo per i lavori inserito nel programma triennale, (d.g.m. n.199 del 23.12.2013 n.d.r.)sono sicuro che all’inizio del nuovo anno scolastico il plesso Sommesse sarà riattato. Qualcuno sostiene che quest’opera non sarà mai avviata o quantomeno avviata ma con forti ritardi, io dico solamente che questi loro pensieri devono rimanere nelle loro menti, perché tutto sommato io considero loro personaggi in cerca d’autore. La mensa scolastica ha avuto un avvio molto tribolato, poiché la vecchia ditta incaricata ebbe delle problematiche di carattere giudiziario. Come ben sappiamo la giustizia ha i suoi tempi, per cui nell’attendere le sentenze di approvazione o negazione al ricorrente, la ditta che presentò ricorso viste le problematiche della ditta vincitrice, sono passati due mesi inutili senza poter far nulla. Voglio sottolineare che tutto ciò non è dipeso dall’amministrazione, se fosse stato per me avrei iniziato il servizio mensa appena gli alunni varcavano il primo giorno la soglia della scuola, ma per causa di forza maggiore ho dovuto ritirare per ben tre volte l’avviso di inizio mensa scolastica alla cittadinanza. Ad oggi la mensa risulta proseguire in modo accettabile, la ditta AL.I.ME.CA. con sede a Terzigno ha presentato dei meccanismi e dei criteri di somministrazione diversi dagli altri,ho avuto modo di visitare la struttura, molto funzionante, opportunamente ottimale sotto il profilo igienico-sanitario, un trasporto ottimale e del personale cortese e ben attrezzato. Nel complesso noi amministratori ci riteniamo molto soddisfatti così come la maggior parte della platea scolastica, eccetto qualcuno».

Nel complesso si ritiene soddisfatto dell’operato di questi suoi cinque anni? Ha intenzione di portare avanti questo progetto ricandidandosi?

«Per dir la verità in questi cinque anni passati con questa amministrazione io mi sono trovato molto bene, ovviamente con qualche particolare punto di negatività. Ho fatto il mio corso e nessuno mi ha mai messo i bastoni fra le ruote. Il contrasto non c’è stato perché tutti si sono resi conto che ho portato delle innovazioni, hanno capito fin da subito che il mio operato era positivo per la vita dell’amministrazione e rivolto ad una disponibilità nei confronti della cittadinanza in modo chiara, trasparente e cementata. Quando parlo di amministrare la cosa pubblica parlo di trasparenza, serietà, responsabilità, disponibilità e lontano da ogni interesse particolare. Con le mie stesse mani ho aperto e controllato tantissime buste di spazzatura per vedere fino a che punto si spinge la natura della civiltà, per individuare, civilizzare e sanzionare il soggetto che ha compiuto quell’atto incivile, e credo proprio che nessuno prima di noi abbia mai avuto la responsabilità di controllare chi scarica rifiuti illegalmente. Questo è uno dei motivi principali per cui mi ritengo tutt’ora un assessore sceriffo, ma senza pistola. Ho sempre accettato le critiche senza avere problemi, la critica costruttiva mi da sempre le coordinate giuste per fare bene e indirizzarmi sulla retta via, anche se talvolta non ho gradito affatto la poca considerazione nei miei confronti da parte di altri amministratori che si appellano troppo spesso al “noi” e non al diretto interessato. Per quanto riguarda la mia candidatura io sono nelle condizioni di essere ancora a pensare, posso confermare che al 50% sono con questa amministrazione perché è stata bella fino ad un certo punto, mentre l’altro 50% vedremo se ci sarà qualche compagine importante nella quale si possono esprimere liberamente le proprie idee, le proprie capacità, la propria presenza e soprattutto la propria (P)passione per la politica. Voglio sottolineare una cosa: molti mi temono, ma non perché io sia cattivo, mi temono per la mia capacità di trasformare le idee in progetto. Infine voglio rivolgere un pensiero su chi dice che quando mi esprimo faccio il pagliaccio; sono amareggiato per tale espressione fatta da personaggi che non hanno neppure la STATURA per poter discutere di politica. Tale STATURA potrebbe consentire loro di guardarsi negli occhi e di confrontarsi. Un mio personale giudizio su tali persone? Dico a tutti e a me stesso: non ti curar di loro, ma guarda e passa!».

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