«Dopo il danno la beffa, perché Terzigno è stata esclusa dalle aree a rischio e limitrofe a cui la legge di conversione fa riferimento, cosa a nostro parere totalmente assurda e immotivata, risulta più che mai necessario per la tutela del territorio terzignese e della salute dei suoi cittadini porre le basi per adottare radicale soluzione ai problemi atavici che affliggono le nostre terre». A suonare la carica sono Gaetano Miranda, segretario del Pd cittadino ed il consigliere comunale, Vincenzo Aquino.

«Non possiamo quindi esimerci dall’unirci all’appello dei comitati al Prefetto di Napoli – continuano – al presidente della Regione Caldoro, all’assessore all’Ambiente Romano e al presidente della commissione Bonifiche Amato affinché si definisca al più presto, al Tavolo Istituzionale Interministeriale costituito, a cui è presente la Regione Campania, l’individuazione dei Comuni oggetto delle misure di prevenzione previste dalla Legge, senza lasciare fuori nessuno e distribuendo equamente mezzi, risorse e interventi».

La notizia dell’esclusione di Terzigno e Boscoreale dal decreto sulla “Terra dei Fuochi” ha destato clamore e stupore per le città che hanno ospitato la discarica di cava Sari, oltre naturalmente ad essere teatro di sversamenti incontrollati e di incendi di immondizia nelle aree del Parco del Vesuvio. Dunque, i cittadini non potranno al momento beneficiare degli screening sanitari gratuiti e di altri benefit previsti dalla legge per la tutela della salute pubblica.

cava sari