Girava di albergo in albergo con documenti falsi: era questa la tecnica utilizzata da Giovanni D’Avino, il boss dell’omonimo clan di Somma Vesuviana, per nascondersi e sfuggire all’arresto durante il suo periodo di latitanza.
Ma ieri “’o Bersagliere” è stato braccato dai carabinieri che gli hanno stretto le manette intorno ai polsi sul lungomare di Salerno dove aveva appena lasciato un hotel in cui si era fatto registrare con una carta d’identità falsa.
Il 55enne si trova adesso nel carcere salernitano di Fuorni. A suo carico pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 22 gennaio dalla Corte di Appello di Napoli per estorsione continuata aggravata.