“No alla tassa d’ingresso”, maxi-corteo e serrata dei commercianti di Pompei


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Un corteo composto da decine di bus turistici, pullmini e negozianti di Pompei ha sfilato sotto la pioggia per contestare l’adozione della tassa d’ingresso nella città degli Scavi, un balzello introdotto dall’amministrazione comunale prima che la maggioranza sfiduciasse il sindaco Claudio D’Alessio. Ora Pompei è amministrata da un commissario prefettizio che non può bloccare l’assegnazione dell’appalto di riscossione – la gara è stata già espletata e anche bloccata per un ricorso al Tar – e, pertanto, commercianti e cittadini sono allarmati per le ripercussioni che subirà la già debole economia locale. Davanti ai negozi chiusi è stato affisso il cartello “Chiudo per non chiudere”. Il corteo ha raggiunto la biglietteria degli Scavi per un sit-in che ha rallentato l’accesso dei visitatori. Ma ora – promettono i manifestanti – il prossimo obiettivo è una protesta in sede romana. Il balzello raggiunge gli 80 euro per i bus turistici e prevede 250 euro al mese per la sosta dei residenti. Per i commercianti rappresenta un «deterrente per i turisti e un aiuto a un centro commerciale della zona che offre 1.200 posti auto gratis».



Nel frattempo, l’arcivescovo della Basilica mariana, Tommaso Caputo, sostengono ancora i commercianti «avrebbe ottenuto dal commissario prefettizio, Aldo Aldi, l’esenzione per i soli bus dei pellegrini. Solo noi saremo danneggiati da questa gabella – accusa Vincenzo Pellì, vicepresidente dell’Ascom di Pompei – mentre si prepara una speculazione da parte di imprese private, che potranno attrezzare fuori dalla cinta cittadina un parcheggio attrezzato per drenare le risorse dei turisti prima che entrino in Pompei. Sappiamo di un progetto in località Pioppeto che deve prevedere la sosta dei bus, negozi con articoli turistici, offerta di guide turistiche e così via. Le nostre attività resteranno tagliate fuori dal parcheggio del Santuario da una parte e da quello del Pioppeto dall’altra, con il centro commerciale che già ha messo in ginocchio l’economia cittadina».

Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente della Fiavet, la federazione degli agenti di viaggio della Campania, Ettore Cucari, che ha dichiarato: «Dato il momento critico che attraversa l’Italia e il turismo di casa nostra, non è il caso di imporre un ulteriore aumento sui servizi ai turisti, per giunta senza offrire nulla in cambio. I Comuni hanno subito i tagli dal Governo e ora cercano di ricavare come possono soldi dai cittadini come avviene qui a Pompei, a discapito del territorio». Le sezioni territoriali dell’Ascom, da Castellammare di Stabia a Torre del Greco, hanno partecipato tutte alla protesta dei pompeiani e assicurano che porteranno “il caso” al ministro Massimo Bray, direttamente a Roma.

corteo pompei

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