Terra dei Fuochi, sfilano mille maschere antigas: in corteo don Manganiello e le “Mamme Vulcaniche”


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Un flash mob tutto ispirato alla “Terra dei fuochi”, con fumogeni rossi a illuminare la piazza antistante il municipio di Pomigliano d’Arco, e mascherine antismog indossate dagli studenti quali unico mezzo di difesa contro i fumi tossici sprigionati dai rifiuti combusti. Così è terminata la manifestazione “tutti in fila”, organizzata dal comitato “18 gennaio” contro l’inquinamento ambientale nella cosiddetta Terra dei fuochi.



Hanno preso parte, tra gli altri, il prete anticamorra don Aniello Manganiello, il parroco della chiesa San Felice in Pincis, don Peppino Gambardella, esponenti del Movimento “Agende rosse”, dell’associazione “Libera”, tra cui il figlio di Sandra Ruotolo, la mamma coraggio uccisa nel 2009 a Napoli, del comitato “Mamme vulcaniche”, e della Fiom. Tra i manifestanti, circa un migliaio, quasi tutti studenti, partiti in corteo da via Roma, per giungere in piazza Municipio, anche un medico di famiglia residente nella terra dei fuochi, Luigi Costanzo.

«Da noi – ha detto – vengono le vittime ma anche i carnefici. Un mio cliente era noto per essere un camionista dedito allo sversamento di rifiuti speciali, ed uno dei suoi figli è morto di leucemia. L’ho ammonito, gli ho chiesto se si fosse reso conto, e lui mi ha risposto che a casa ha altri cinque figli che devono mangiare. Ha preferito il pane avvelenato alla fame».

corteo pomigliano

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