Non c’è pace per Cava Sari ed il Parco nazionale del Vesuvio. A diversi anni dalla chiusura della discarica, infatti, c’è ancora chi tenta di sversare rifiuti all’interno del sito. Una vicenda incredibile, dunque, quella accaduta oggi a Terzigno, dove sono finite nei guai tre persone che hanno provato a depositare materiali di risulta, terreni e fanghi nell’ormai ex sversatoio della “zona rossa”.

E per “abbandonare” il carico, inoltre, i tre avevano addirittura dei documenti falsi con cui hanno provato ad accedere presso l’invaso. Movimenti sospetti, tuttavia, che sono stati notati da una pattuglia dei carabinieri di Terzigno in transito sul posto. I militari dell’Arma sono intervenuti, riuscendo a fermare il terzetto che stava per prodursi nell’ennesimo crimine ambientale.

A finire nei guai un 61enne, un 52enne ed un 57enne di Afragola, rispettivamente legale rappresentante e autisti di una ditta di costruzioni con sede legale nello stesso comune dell’hinterland partenopeo. Per loro è scattata la denuncia per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, trasporto e smaltimento illegale. Dai successivi accertamenti è emerso che il materiale proveniva da Torre del Greco, dove l’impresa ha aperto un cantiere per la costruzione di appartamenti.

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