«Il Sindaco e l’amministrazione comunale, in seguito al tragico incidente stradale che ha strappato alla vita due giovani nostri concittadini, comunicano alla cittadinanza l’interruzione degli eventi post natalizi in programmazione, in segno di lutto e vicinanza alle famiglie Boccia e Tortora». Queste le parole che il sindaco di San Giuseppe Vesuviano Vincenzo Catapano ha pubblicato sul sito istituzionale del Comune di San Giuseppe Vesuviano. Mario Boccia, il 23enne morto nell’incidente avvenuto nella notte è il figlio di Pasquale, vicesegretario del Comune. Logico, dunque, il dolore ed il profondo lutto che ha colpito la comunità sangiuseppese. Anche Giovanni Tortora era molto conosciuto: figlio di un commerciante della zona.

Ma la tragedia della 268, dove hanno perso la vita anche due cittadini polacchi, Krzysztof Jan Kowalski, 25 anni e sua madre Dorate Kowalska, 45 anni, induce anche il sindaco Luca Capasso a fare la voce grossa:  «Convocherò gli altri sindaci dei Comuni attraversati dalla strada statale 268 per valutare la chiusura di tutti gli svincoli fino a quando non verranno prese iniziative di messa in sicurezza della strada. Fino a quando non sarà completato il raddoppio, debbono essere adottati tutti gli accorgimenti possibile per moderare la velocità degli automobilisti e garantire maggiore sicurezza. Ma ci vogliono tempi rapidi e certi, altrimenti è meglio chiudere la strada». Interviene anche il gruppo consiliare Rinnovamento Ottavianese, con Felice Picariello e Vincenzo Ranieri: «La morte si rispetta con il silenzio e la preghiera. Quando, però, c’è il dubbio di serie responsabilità istituzionali allora bisogna avere il coraggio di urlare, non si può più stare zitti».

«Proprio due giorni fa – continuano – Luca Capasso, il nostro sindaco, aveva rialzato la voce sui problemi di quella maledetta strada ma ancora una volta non è servito a niente. Se le parole non servono, allora, chiediamo con toni alti di passare alle azioni. Senza se e senza ma. Chi di dovere si assuma la responsabilità istituzionale di mettere in campo con pragmatismo le migliori soluzioni per rendere quella strada sicura, al contrario, saremo costretti a chiedere ad alta voce la chiusura dei nostri svincoli. Di certo, non possiamo più assistere alle ormai abitudinarie stragi».

incidente 268