Una struttura da recuperare per favorire l’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati regolari, luogo di accoglienza per esperienze di aggregazione e multietniche. Per questo fine l’Ente ottenne un apposito finanziamento di due milioni e 200mila euro nell’ambito dei fondi Pon “Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007-2013” dal ministero dell’Interno e successivamente la trasmissione del Decreto dell’Autorità di Gestione del Pon. Un lungo iter burocratico, dalla redazione dei progetti preliminari nel 2007 alle prove di resistenza e stima del modulo elastico sulle strutture murarie in tufo, dalle autorizzazioni sismiche all’aggiudicazione della gara, ha portato all’inizio dei lavori di recupero delle fabbriche del vecchio mattatoio da parte della ditta Archivolto srl, con sede legale in Napoli, per un importo di euro 1.333.2512,15 più Iva.

Pur avendo fino agli anni ’80 assolto al suo ruolo di mantenere e sviluppare l’essere punto di riferimento vesuviano per la macellazione di carni bovine e del noto capretto anastasiano, l’ex macello costituito da diversi corpi di fabbrica finì in stato di abbandono e i lavori di recupero e adeguamento dello stabile e delle aree esterne si sono resi nel tempo sempre più necessari. Il progetto definitivo prevede abbassamento del muro di cinta e corpi fabbrica riqualificati e dotati di uno sportello di ascolto per gli immigrati, una sala conferenze, laboratori di ceramica, sala multimediale, cappella, bar, posti auto, verde attrezzato.

«È un bel traguardo per il paese. Sono a conoscenza del fatto che l’Ente ha aperto un canale di dialogo con gli extracomunitari – dice il commissario prefettizio, Anna Nigro – e la realizzazione del Centro, una volta ultimati i lavori, sarà per loro e per la comunità anastasiana un’occasione di incontro e scambi culturali dai quali può scaturire senza dubbio un reciproco arricchimento, che sarà formativo anche per le nuove generazioni».

mattatoio