Home Rubriche L'inquadratura perfetta Il procuratore: la belva nascosta in ognuno di noi

Il procuratore: la belva nascosta in ognuno di noi

Un avvocato di successo cerca di fare il colpo della propria vita per sistemarsi e sposare la donna che ama. Si mette in affari con un malavitoso messicano e il suo intermediario, per un lavoretto facile: un trasporto di droga al confine, da smerciare, poi, negli USA. Qualcosa va storto però e l’uomo, nonostante si sia promesso di fare “il colpo” una sola volta, si ritrova immischiato in un giro di omicidi e violenze, che hanno però un solo (vendicativo e “famelico”) mandante.

Chi conosce bene Ridley Scott, sa di trovarsi di fronte a un regista per niente monotematico. Generi, attori, storie, tecniche lo rendono uno degli artisti della pellicola più poliedrici, passando per Alien, Blade Runner e Thelma & Louise, da Il gladiatore (con l’attore feticcio Crowe) fino alla produzione del progetto multimediale di La vita in un giorno e il tanto criticato Prometheus. E ora rieccolo a sorprenderci, con il suo nuovo lavoro: The Counselor, uscito nelle nostre sale con il sottotitolo de Il procuratore. Cominciamo col dire che di cose buone la pellicola ne ha tante: in primis soggetto e sceneggiatura, scritti (apposta per il cinema) dall’acclamato Cormac McCarthy, in veste anche di coproduttore. A portare nelle sale il prolifico autore americano ci avevano pensato molti registi, ma vero splendore gli è stato dato dai fratelli Coen e il loro pluripremiato Non è un paese per vecchi. Sempre tratto da un bestseller di McCarthy è l’apocalittico The Road, con Viggo Mortensen. Così a fiancheggiare Scott (che oltre a dirigere, produce), c’è una sceneggiatura scritta con precisione e acume e che riesce a dare un ritmo “ad incastro” alla vicenda, strutturando tutto come un continuo gioco di specchi e svelamenti, mantenendo lo spettatore sempre sul filo del rasoio, come se si stesse per precipitare in un burrone, ma ci fosse poi una mano tesa a recuperarci, continuamente.

Lo sguardo nell’abisso dell’animo umano di McCarthy è davvero strutturato bene, supportato, poi, da un cast in forma strepitosa. Prima di parlare degli attori però, occorre precisare che la parola “counselor” sta anche per “consiglio”. Parola chiave perfetta per quello che i protagonisti della vicenda (in realtà marionette di un gioco ben più grande di loro) fanno di continuo, soprattutto l’avvocato (perno deviato e deviante della vicenda), interpretato da un Michael Fassbender granitico e commovente. I protagonisti chiedono (e ricevono) consigli, tutti lo fanno con tutti: metafora ben più grande della regnante insicurezza che regna nella società odierna, dove nessuno si può fidare del prossimo (anche se è il tuo partner), dove le situazioni sono sempre mascherate e pronte a ribaltarsi, dove “il predatore” a volte viene messo i gabbia, sì, ma riesce, poi, tessendo fili precisi e subdoli, sempre a colpire e infliggere colpi mortali. Stiamo parlando del personaggio impersonato da una bravissima (ebbene sì, una sorpresa) e supersexy Cameron Diaz (la scena con la Ferrari gialla è già un cult). È un caso che il trucco dei suoi occhi, richiami così fortemente la fisionomia di un ghepardo (animali che essa stessa alleva)? E quante altre belve fanno magari finta di esserlo, come i ruoli affidati a Javier Bardem e Brad Pitt (entrambi in due prove attoriali strepitose), faccia, a pensarci bene, della stessa, ipocrita, fasulla e codarda medaglia. Ognuno di questi personaggi è pensato per essere la controparte di un altro o il suo opposto, come è evidente nel rapporto Penélope Cruz (non in formissima, moglie pia e devota del protagonista, che in realtà impersona un po’ tutti noi) vs Cameron Diaz (sfacciata, aggressiva e “famelica”). Forse, però, la pellicola pecca un po’ in lunghezza e in alcuni passaggi di sceneggiatura (non prevedibile, anzi, ma il contrario, forse, a tratti, difficile da seguire) e in un po’ di violenza gratuita, come le parecchie scene al limite dello splatter (bella quella con Pitt).

Il film di Scott resta comunque un ottimo thriller, confezionato a dovere, fatto di intensi primi piani, tumultuosi inseguimenti (il montaggio è dell’italiano Pietro Scalia) e lusso sfrenato, con un uso molto attento della suspense (quasi al contrario) e con una colonna sonora perfetta e coinvolgente (di Daniel Pemberton) e una fotografia molto ben curata da Dariusz Wolski (fidato di Tim Burton) dove ogni ruga, ogni passo, ogni risata, smuove ombre (naturali e non). Molti forse, dal trailer, rimarranno delusi, aspettandosi sparatorie, inseguimenti e sesso. Il bello è che c’è tutto. Ma fatto davvero bene, senza involgarire nulla. The Counselor – Il procuratore è un film da vedere e apprezzare col tempo, quello che un cacciatore si prende per acciuffare la propria, ghiotta e influenzabile (alias lo spettatore) preda.

Potrete vedere The Counselor – Il procuratore, in queste sale:

-NAPOLI

Arcobaleno

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CASALNUOVO

Magic Vision

-CASORIA

Uci Cinemas

-CASTELLAMMARE DI STABIA

Complesso Stabia Hall

-POZZUOLI

Drive In Pozzuoli

-SALERNO

The Space Cinema Salerno

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