«Le opere previste dal Grande Progetto Fiume Sarno rischiano di essere assolutamente inutili e alcune addirittura dannose per i territori dove verranno realizzate. Lo denunciamo da tempo e le segnalazioni che continuano a giungerci non fanno che confermare queste preoccupazioni»: lo afferma il presidente della commissione regionale Bonifiche e ecomafie Antonio Amato. «Le grandi opere previste per fermare le esondazioni oltre ad aprire le porte a nuove cementificazioni e stravolgimenti degli assetti territoriali, non risolveranno il problema dell’inquinamento delle acque e non tengono in alcun conto della salvaguardia del macroassetto ambientale. Stiamo raccogliendo una lunga serie di segnalazioni documentate che provengono dalle comunità territoriali», aggiunge Amato.

«Un’ultima nota è giunta a questa commissione da Montoro Inferiore a firma dell’ex sindaco Carratù: si segnala come la costruzione delle vasche di laminazione previste dal Grande Progetto, non solo avrà un impatto negativo sulla geomorfologia del territorio, ma soprattutto lascerà inalterato il problema a monte, gli sversamenti illegali di natura industriale che continuano ad arrivare dal torrente Solofrana. Così, ancora questo gennaio è iniziato con la sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile per parte della popolazione, perché in un pozzo si è riscontrato lo sforamento dei limiti di tetracloroetilene. Come negli altri territori lungo l’intero corso del fiume, non esiste una seria programmazione e progettazione legata al disinquinamento e al contrasto degli sversamenti».

Insomma, conclude il presidente della commissione regionale «si corre il rischio di sprecare per l’ennesima volta una grande opportunità e un’ingente quantità di fondi a causa di un progetto monco, calato dall’alto e incapace di coinvolgere ed ascoltare le amministrazioni locali e la cittadinanza attiva. Soprattutto lontano anni luce da una prospettiva di valorizzazione ambientale del complesso territoriale legato al Sarno».

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