Condannato ad otto anni di reclusione il noto imprenditore di Ottaviano, Francesco Ragosta. Inoltre, è stata disposta la confisca del suo bene immobiliare situato a Palma Campania dal valore di circa un milione di euro, oltre a quote azionarie e conti correnti. Arriva dunque ad un primo epilogo davanti al giudice monocratico la presunta frode fiscale allo Stato pari a circa 32 milioni di euro.

I fatti risalgono al 2011, quando in un’operazione della Guardia di Finanza venne arrestato lo stesso Ragosta, mentre altro otto persone finirono sotto nel registro degli indagati. L’accusa era di frode al fisco attraverso il sistema delle società cosiddette “cartiere”, utili insomma a fare girare false fatture per ingannare l’erario.

Sotto accusa finì un’azienda di riciclo di materiali ferrosi con sede a Palma Campania riconducibile allo stesso imprenditore di Ottaviano. Il giudice del tribunale di Nola ha quindi confermato la tesi accusativa del pubblico ministero, condannando l’imputato alla pena richiesta nel corso del dibattimento. Naturalmente, per Ragosta, come  per tutti gli indagati, vale la presunzione di innocenza sino alla condanna definitiva.

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