Durante il periodo delle festività natalizie caratterizzato da addobbi “moderni” di ogni genere che abbelliscono le strade di ogni centro come mega alberi di Natale, luci di varia sfaccettatura, luminarie che oramai ricoprono qualsiasi oggetto e forma di intrattenimento, forse si dimentica un tantino, facendo passare in secondo piano quella che è una grande tradizione soprattutto del sud Italia che è rappresentata dal presepe.

Come detto, oggi, nei centri storici delle grandi città, sono visibili luminarie che di anno in anno diventano sempre più imponenti e addirittura ci si sfida per installare quelle più belle e particolari per ottenere dei record e attrarre tantissimo turismo. Quello che si nota in via minoritaria è la presenza dei presepi, vero e proprio culto di una tradizione millenaria, a meno che non ci si trova nel cuore di Napoli in quella stradina conosciuta in tutto il mondo che prende il nome di via San Gregorio Armeno. Ed è proprio in questo vicolo di Napoli che ha mosso i primi passi il signor Saverio Pisani, maestro presepiale che abbiamo avuto modo di incontrare a San Gennaro Vesuviano in contrada Giugliani dove risiede ormai da tanti anni.

Nato in via Purgatorio ad Arco ha iniziato fin da piccolo ad essere il tipico «scugnizzo del quartiere, a sette, otto anni ho fatto delle comparse al seguito del grande Totò, soprattutto nel quartiere Sanità, successivamente nell’età adolescenziale ho iniziato a lavorare i pastori in forma di creta». La grande passione per il presepe vero e proprio nasce dopo aver incontrato una persona da lui stesso ritenuta speciale: «Quando avevo dodici anni rimasi colpito da donna Maria a pasturale e dalle sue meravigliose opere, lei viveva nel mio stesso palazzo e in questo modo ho potuto ben apprendere le tecniche di costruzione di pastori e assemblaggio di presepi».

Da vero napoletano verace, il signor Pisani è innamorato del presepe infatti afferma: «Negli ultimi quattro anni, con l’ispirazione e le forti motivazioni che mi hanno trasmesso i miei nipoti, ho lavorato intensamente alla costruzione di presepi ma anche di moltissime natività; in modo particolare con il passare del tempo ho costruito presepi sempre più grandi e con tanti particolari, dal presepe movibile a quello dei poverielli, con uno stile diverso da tanti altri presepi moderni». Ci siamo avvicinati alla sua ultima realizzazione, quella più grande, dove il signor Saverio con orgoglio e voce carica di passione ci descrive nei minimi particolari la sua fantasia e l’amore verso il presepe: «Questo presepe ho iniziato a lavoralo in Settembre per ultimarlo agli inizi di Dicembre. Tutto quello che vedete è fatto con materiale trovato in giro fra vigneti, boschi e sterpaglie. Qualsiasi cosa è stata fatta a mano come le carrette dei vari commercianti, sedie, tavolette, letti, lampioncini, le piscine, i pozzi, le case e le finestre. In tutto ho costruito in questo presepe otto punti di acqua che rendono il contesto molto suggestivo. I pastori rigorosamente in creta e proveniente da San Gregorio Armeno. Per il prossimo anno ho in mente di aggiungere ulteriori montagne e renderlo più maestoso». Molto particolare la botte per il vino che ha colpito particolarmente il nostro interesse.

Ad una precisa domanda, sul perché non aver portato le sue opere nelle varie mostre che si tengono nei nostri territori, con grande umiltà ci spiega: «Non ho mai pensato di esporre in pubblico le mie creazioni, tutto ciò che ho realizzato lo fatto per una mia passione personale e per i miei nipotini, infatti la maggior parte dei miei presepi li ho donati a conoscenti, familiari, amici e chiese». Parlando appunto di chiese, lui stesso si è preso cura ritinteggiando e sistemando la graziosa cappella dedicata a San Francesco sita in Piazzolla di Nola. Salutandoci dichiara infine: «Finché il padreterno mi darà la forza io continuerò a fare presepi, la passione che ha caratterizzato tutta la mia vita».

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