Potrebbero esserci scorie radioattive sotterrate nelle campagne tra Terzigno e Boscoreale, lo stesso territorio che si sente già “tramortito” dalla discarica di cava Sari. L’allarme arriva dal quotidiano “Parallelo 41” che riprende una denuncia del comitato “Mamme vulcaniche” in prima linea contro lo scempio ambientale del Vesuviano.

Il documento risalirebbe al 2001, dunque molto prima dell’apertura dell’invaso nel Parco nazionale del Vesuvio e che quindi non centrerebbe nulla con quanto eventualmente sepolto tra le coltivazioni terzignesi e boschesi. E la nota proverrebbe addirittura dal palazzo del prefetto di Napoli. Notizia che già 12 anni fa ebbe un certo eco mediatica salvo poi spegnersi.

Ed è proprio su questo tema che tornano energicamente le “pasionarie” dell’area vesuviana che chiedono alle autorità di accertare cosa realmente si nasconda in via Vecchia Aquini ed in località Masseria del Prete, spazi indicati come quelli in cui sono stati sversati i rifiuti radioattivi.

scorie radioattive