Qualcosa pare finalmente muoversi ai margini della Statale 268, che oltre ad essere nota per i problemi di pericolosità ed il troppo sangue versato dagli automobilisti, è anche uno dei “punti di ritrovo” preferiti da parte di chi sversa illegalmente i rifiuti pericolosi. Personale dell’Anas, insieme alle forze dell’ordine ed agli impiegati Arpac, infatti, nei giorni scorsi ha effettuato alcuni sopralluoghi. La caratterizzazione degli scarti, dunque, è cominciata chiudendo l’accesso alle aree invase dall’immondizia per evitare ulteriori depositi incontrollati.

Al momento sono tre gli spazi su cui si stanno avviando le opere: tutte piazzole nel territorio di Terzigno, dove pare che la piaga sversamenti selvaggi sulla 268 sia particolarmente energica. Nei tratti “isolati” da funzionari dell’Agenzia ambientale regionale e dagli uomini in divisa, infatti, compaiono non solo copertoni ma anche materiali di risulta e fusti che sembrano avere l’aspetto di contenitori di prodotti chimici. Insomma, veri e propri attentati alla salute pubblica.

Ma se all’orizzonte si intravede qualcosa di positivo dal punto di vista ecologico, crescono invece i rischi per gli automobilisti che percorrono la statale dei paesi vesuviani. Le piazzole di emergenza in cui è partita la caratterizzazione dei rifiuti sono infatti inaccessibili, chiuse da un drappo di plastica rosso e bianco. Dunque, a conti fatti, la “superstrada della morte” perde ad oggi tre aree di sosta, facendo aumentare a dismisura i pericoli di incidenti che possono vedere coinvolte auto in panne.

rifiuti 268